Fine di un amore; lettera ad Oreti

         Credo che sia chiaro a tutti che il consigliere, militare, giornalista, tuttologo “laureato” a Malta, photoshop addicted, riconoscibile per il look da dandy ed il riportino, non rientri tra quelle persone che gradisco avere attorno. Mi son reso conto, però, che molti non hanno ben chiaro del PERCHÈ io abbia sviluppato questa incontenibile repulsione per questo chiacchierone inconcludente con“il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo” (cit. De Andrè) e sempre più frequentemente mi trovo costretto a dover dare spiegazioni che non sempre vengono capite o accettate.

         Succede, però, che ravanando nel mio profilo Facebook mi imbatto in un vecchio post dedicato al politicante ipocentimetrico che spiega chiaramentissimamente tutto il mio astio per questo personaggino piccino picciò e che voglio ricondividere con tutti voi.

         LETTERA A FABRIZIO ORETI (SANTEPAROLE)

     ANCH’IO CI HO SEMPRE MESSO LA FACCIA. LA MIA, QUELLA VERA, NON QUELLA CHE CREDO POSSA PIACERE DI PIU’

     Gorizia 17 luglio 2016

     Caro Fabrizio Oreti

     Ho capito che non facevi per me fin da subito. Dal momento stesso in cui ho accettato la tua richiesta di amicizia su Facebook e mi è arrivato il tuo messaggio. Si Fabrizio, fin da quel 3 agosto 2014.

     Erano le 12.19, quando l’inconfondibile suono delle notifiche del messanger mi avvisava che era arrivato il tuo papiro. Leggendo quelle parole – che poi ho scoperto essere uno standard da inviare a tutti (Nemmeno la decenza di perdere un po’ di tempo per presentarti) – ho capito subito con chi avevo a che fare: l’ennesimo omuncolo egoista, egocentrico, megalomane (tipico di quelli di statura lillipuziana) con velleità da “Signore dell’Acqua” alla destra di Dio.

     Io, però, sono un diffidente di natura. Per questo, con la paura di risultare prevenuto, prima di relegarti nel limbo di quelli che mi procurano movimenti intestinali fuori tempo canonico, ho deciso di sbirciare un po’ tra le tue pagine per farmi un’idea meno superficiale di chi tu fossi. Niente da fare; rimanevi quell’ennesimo omuncolo egoista egocentrico megalomane con velleità da “Signore dell’Acqua” alla destra di Dio.

     Tuttavia, esprimevi concetti molto vicini al mio modo di vedere le cose. Mi è parso chiaro già dai primi momenti che cavalcavi – e lo fai tuttora – l’onda di approvazione portata dagli argomenti più cari al popolino; migranti, punto nascite, welfare, e tutte quelle altre belle situazioni in cui ti sei sempre intromesso – anche senza aver nessuna competenza – per poi ululare al mondo che IL GRAND’UOMO ORETI, si è interessato al caso. E tutto il web, rincoglionito dalle tue lisciate di pelo, praticamente lobotomizzato, ad applaudire ai tuoi proclami. Poco importa se poi non hai mai concluso nulla; eri già pronto ad affrontare un altro argomento che ti dava la possibilità di glissare alle richieste di rendicontare sul tuo reale operato.

     Ad ogni modo, proprio per quei concetti espressi così vicini al mio pensiero, mi sono trovato a sostenerti in svariate occasioni. Sia sui social che nella VITA REALE. Già, quella vita reale che esiste. Quella con la quale pare tu abbia perso contatto.

     Sta di fatto che tu, da perfetto opportunista, ti sei subito reso conto che io, oltre a non essere proprio analfabeta e non far parte di quella fauna di “persone semplici” che abboccano ad ogni tuo arruffianamento, ho la fortuna di riuscire ad esprimere concetti chiari e ti sarei potuto tornare utile. Quindi mi hai “usato” come tuo addetto stampa da social; come quando mi hai chiesto di scrivere la storia di mio fratello al quale hai procurato un appuntamento con l’assessore Romano (come se ci volessi tu per parlare con la Romano). Poi non importa se non hai concluso nulla. Ho una cartella intera di situazioni in cui ti sei tuffato e la tua utilità si è rivelata pari a ZERO.

     Comunque, sempre per quei famosi concetti di cui sopra, mi prestavo volentieri ai tuoi giochini nella speranza che tu fossi in grado, prima o poi, di portare a termine almeno una parte della spropositata quantità di iniziative che promuovevi, e tuttora promuovi.

     E poi? E poi ti sei trovato a dover scegliere fra lealtà e squallida convenienza e ti sei mostrato per quello che sei; un viscido arrivista che si svende a chiunque per un po’ di notorietà tanto cara a chi, come te, ha come unico obiettivo inchiodare il culo a qualche poltrona.

     Si Fabrizio, mi riferisco a quella volta che mi hai censurato sul tuo gruppo per lobotomizzati (non riesco più a capacitarmi di come ci possa essere ancora qualcuno disposto a considerarti) pur di accontentare le richieste di un “pezzo grosso” dell’informazione locale che, secondo te, ti sarebbe stato molto più utile in futuro.

      L’apoteosi dello schifo lo hai raggiunto quando – dopo aver giustificato la tua censura asserendo che il mio fosse un intervento personale contrario all’etica del gruppo – hai pensato bene di postare una mail indirizzata A ME (ne ho ancora lo screen shot) in cui quello stesso “pezzo grosso” tentava di screditarmi rendendo pubbliche sue PERSONALISSIME questioni.  

     Ricordo di averti consigliato di evitare di dimostrarti così palesemente asservito ai desideri di quel“pezzo grosso” – così tanto infuriato con me da esporre a chiunque il mio casellario penale a supporto del fatto che mi dipingeva come un avanzo di galera (sempre meglio un galeotto sincero che un ruffiano leccaculi incensurato) – e di fare attenzione a non perdere la stima di chi ti ha sostenuto.

     Purtroppo hai scelto la via che credevi più redditizia ed i risultati si son visti da subito: una vergognosa serie di prime pagine – chiara conseguenza della tua prostrazione – che nemmeno la Cecot ai tempi “d’oro”. Si, quella stessa Cecot che io ti avevo invitato ad incontrare in pubblico davanti alla gente ma che tu hai rifiutato di incontrare per non concederle visibilità. TU A LEI?!

     Oggi, per te, io sono il nemico. Sono uno che va bandito dal tuo patetico gruppo Facebook, che va rimosso dalle tue amicizie. Uno con cui non vuoi avere a che fare né nel virtuale né nel reale (che fortunatamente non c’è mai stato). Uno per il quale valuti la possibilità di procedere in altre sedi. Ora, indipendentemente da chi credi io sia, indipendentemente da chi credi io finga di essere (se lo dici tu deve per forza essere vero, poiché è chiaro tu sia il massimo esperto nel fingere di essere chi non sei) ti prego di farlo!!! Così magari ci troveremo entrambi nella circostanza di dover per forza rispondere a delle domande; tipo come mai i goriziani spendono tanti soldi per qualcosa di inutile come Guglielmo.

     Non credo tu sia in grado di accettare il consiglio di limitarti a fare il militare – ci vorrebbe un minimo di obiettività e di onesta intellettuale – ma ti esorto a fare tutto ciò che rientra nelle tue facoltà perBANNARMI (termine a te tanto caro) anche da Gorizia perché e quello che tenterò di fare io con te.

     Fortunatamente, come qualcuno ha detto e scritto, hai davvero iniziato troppo presto la tua campagna elettorale, dando così la possibilità ai goriziani di capire chi sei prima di commettere l’errore di votarti. Anche perché sono quelli come te che spingono le persone di destra a votare a sinistra. Io stesso, che appartengo ad una destra che tu nemmeno riusciresti a vedere per quanto è lontana dalla destra che proponi tu, darei il mio voto a rifondazione, piuttosto che a te o a chiunque ti sostenga.

     Gorizia ne ha avute fin troppe di sanguisughe inconcludenti che si spacciavano per paladini di giustizia e rettitudine e poi si son rivelati solo tanti Oreti. A Gorizia abbiamo bisogno di gente che si preoccupi di Gorizia. Non di sè stessa.

 

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