Cento volte IL MEDIO

     È il CENTESIMO articolo deIL MEDIO. Il centesimo, porcavacca. Per novantanove volte abbiamo rotto le balle, per novantanove volte vi abbiamo resi partecipi delle nostre idee, delle nostre opinioni, del nostro modo di vedere il mondo. Qualche volta vi abbiamo fatto ridere, qualche voltavi abbiamo fatto incazzare, ma speriamo, almeno un po’, di essere riusciti anche a farvi pensare… ragionare.

     Oggi, però, per celebrare questo inaspettato traguardo – non pensavamo di essere ancora tutti liberi –  vogliamo fare qualcosa di diverso… molto diverso. Oggi vogliamo fare qualcosa di inaspettato… qualcosa di impensabile.

     Tutti sanno che il nostro bersaglio designato, già dai tempi de IL GRANDE, è quel piccolo consigliere che da qualche anno si interessa di tutti i problemi di questa piccola comunità… ma proprio tutti; bene, oggi, IL MEDIO, a quel personaggino piccino picciò, vuole porgere le più sentite, umili e sincere scuse.

     Si, avete letto benissimo; intendiamo davvero chiedere scusa a Fabrizio Oreti; vogliamo scusarci per averlo massacrato, a giorni alterni, per un anno e mezzo cercando, il più possibile, di togliergli il respiro. Certo, siamo orgogliosi di aver contribuito, anche solo in minima parte, ad arginare la sua lista entro il SEIPERCENTO – ben sotto il QUINDICI pronosticato da Tondo, che al netto dei suoi 310 voti significherebbe poco più del QUATTROPERCENTO – ma siamo dispiaciuti per aver reso il suo percorso – quasi le dodici fatiche di Ercole – decisamente più tortuoso del normale.

     Ci dispiace averlo sbeffeggiato per essersi reso ridicolo con la gestione di Guglielmo (stranamente non ne parla più) e, anche se sappiamo di aver avuto ragione, porgiamo le nostre scuse. Ci dispiace di aver dimostrato a molti goriziani le sue innumerevoli lacune in campo amministrativo e, anche per questo chiediamo scusa. Ci dispiace anche aver portato tutti a conoscenza del fatto che la sua laurea, comprata on-line alla pari di un mp3 su iTunes, vale esattamente come una banconota da due euro e cinquanta; anche per questo ci scusiamo. Ci spiace anche aver rincarato la dose dopo che Il Piccolo lo ha coperto di materia biologica animale di scarto – detta anche merda – per la storia della photoshoppata di fine anno ma l’occasione di smutandarlo in pubblica piazza era troppo ghiotta e non potevamo proprio farne a meno; anche per questo ci scusiamo quasi sinceramente. Ci spiace anche di averlo abbondantemente deriso quando abbiamo contribuito a diffondere la notizia che è stato BANNATO addirittura da Wikipedia per aver tentato di creare una pagina della quale non fotteva minimamente a nessuno; anche per questo chiediamo scusa. Ci scusiamo anche per aver smascherato l’ultima stronzata delfinto profilo Facebook con il quale si autogratifica e pure si risponde (MACCHEFFIGURADIMMERDA)… ci dispiace(?).

     Vabbè, dai, avete capito. Anche perché potremmo continuare all’infinito con le sue colossaliminkiate ma l’intenzione è quella di chiedergli scusa e, se andiamo avanti magari ci passa pure la voglia. E lui, le nostre scuse, se le merita. Se non altro per i sacrifici che ha dovuto affrontare; quello più grande, sicuramente, l’enorme consumo di mentine. A forza di leccare il culo a destra e a manca, ormai, era diventato impossibile capire se stesse respirando o scorreggiando.

     Ad ogni modo, come ci sembra di avere fatto velatamente intendere, vogliamo scusarci per tutto, e proprio per questo, almeno per oggi seppelliremo l’ascia di guerra. E per dimostrare tutte le nostre buone intenzioni non daremo voce a quelle malelingue (che sono tante) che sussurrano e bisbigliano e ci raccontano cose.

     Non parleremo delle malelingue sportive che vorrebbero farci credere che Santeparole ha chiesto voti a qualche associazione calcistica promettendo, in cambio, un nuovo campo di allenamento, perché sicuramente non è vero. Non daremo nemmeno eco alle brutte voci delle malelingue mimetiche cheinsinuano che il consiglierino faceva campagna elettorale in caserma, che intimidiva i suoi sottoposti affinché lo votassero e che raccoglieva firme ancor prima di aver chiuso le liste, perché anche in questo caso siamo sicuri che non può essere vero. Come siamo assolutamente certi che le affermazioni di altre malelingue, che alluderebbero che il photoshopparo con riportino e papillon abbia obbligato i suoi adepti a tesserarsi convincendoli che fosse obbligatorio per legge, non siano minimamente credibili. E non importa se tutte ste voci giustificano l’enorme divario tra il risultato del consigliere mignon con tutti gli altri della sua lista, noi siamo sicuri che non siano vere

     In estrema sintesi, auguriamo al piccoletto di ottenere dal Pezzogrosso tutto quello che vuole; che sia la poltrona da vice, da assessore al tutto, da presidente del mondo e provincia o da Dio in Terra, tantonoi saremo lì a crearci altri mille motivi per dover chiedere ancora scusa.

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