Giardini Pubblici, sfiorata la tragedia

         Il fatto, ormai, risale a qualche giorno fa, ma la notizia è trapelata solo da poche ore e sembra destinata a creare non poco scompiglio in ogni ambiente della città.

         Succede che una nonna che aveva portato al parco il nipotino, tra le 8:00 e le 13:00 di martedì – la donna non ha saputo essere più precisa perché, poiché stava scambiando “quattro chiacchiere”con un’amica, non ha fatto caso all’ora precisa – una volta giunto il momento di “rimettersi alla guida”del porta enfant contenente il neonato, si ritrova brutalmente faccia a faccia con una tragica realtà: sul cupolino parasole della nuovissima carrozzina che la nuora ha acquistato su Amazon sono “crollate” due foglie cadute dagli alberi.

         Superata la prima mezz’ora di shock, la donna, tornata in possesso della facoltà della parola, si è rivolta ai passanti per ottenere gli aiuti necessari; il primo a raggiungere l’area della tragedia – visto che era a pochi passi su una panchina vicina a fancazzare, come sempreassieme ai suoi nuovi amichetti– è stato un facebookista goriziano, sedicente giornalista, che ha immediatamente fotodocumentatol’evento per poi postarlo sulla sua pagina social, ma è solo dopo l’intervento di uno dei tantissimi “WiFi-Hunters”, il quale ha tolto le foglie con le proprie mani, che si è potuta superare l’emergenza e tornare ad una situazione di normalità.

         L’annoso problema della caduta delle foglie, comunque, è una piaga che affligge la nostra città da lunghissimo tempo e non manca di creare polemiche ed agitazione. In primis, l’esercito dei cacciatori di cacche di cane preoccupati dall’eventualità di non aver più la possibilità di pubblicare i loro servizi fotografici: <<se il comune non fa qualcosa, finirà come ogni anno>> afferma un loro portavoce <<le foglie copriranno tutto e noi non potremo più individuare le deiezioni dei quadrupedi incivili>>. Preoccupazione anche tra i talebani del verde che hanno pronta una petizione da inviare al ministero degli interni volta ad imporre all’amministrazione goriziana l’assunzione di 35000 addetti all’incollaggio delle foglie al proprio albero; le parole del presidente sono eloquenti <<non è possibile che nel ventunesimo secolo, una civiltà come la nostra non dimostri un minimo di pena per i miliardi di foglie che, ogni anno, muoiono cadendo dagli alberi>> ed aggiunge <<oltretutto siamo gli unici che hanno proposto una soluzione al problema della disoccupazione>>. Indignati anche i comitati anti-movida che si dicono sconcertati ed infastiditi dal troppo movimento di tutte ste foglie che cadono e propongono diabbattere tutti gli alberi della provincia.

         Ma è dalla politica che si levano i più rumorosi cori di dissenso; l’ex candidato sindaco Andrea Picco, unitamente alle associazioni di volontariato pro immigrazione  – dopo aver proposto di premiarel’atto eroico del profugo, con la cittadinanza ed uno stipendio fisso a vita – non perde occasione di accusare i fascisti al potere di aver pianificato la caduta delle foglie apposta per terrorizzare i richiedenti asilo che, arrivando prettamente da zone del mondo in cui non esiste l’autunno… e forse nemmeno gli alberi, si spaventerebbero e potrebbero decidere di andarsene.

         Tenta di minimizzare l’ex consigliere Santeparole: <<a Gorizia, le foglie cadono da quando è stata fondata circa quindici anni fa (nessuno gli ha ancora spiegato che la città esisteva già, prima che arrivasse lui), me lo hanno detto Tondo e Devetag>>. A nulla son servite le parole dell’assessore al verde, Francesco Rubazainetti Del Sordi, il quale, cercando di sfuggire alle proprie responsabilità, ha tentato di far credere a tutti che è normale che le foglie comincino a cadere avvicinandosi all’autunno. Dura la replica di Portelli che accusa l’assessore di Fratelli d’Italia di complottare con il consiglierGentile per la spartizione delle foglie secche utili ad alimentare i fuochi delle rispettive griglie.

         E mentre gli assessori non si esprimono sull’accaduto del quale non sono documentati perché, al momento dei fatti, la Bernobich stava seguendo un corso dal titolo “de che parte se guarda un smatfon”, il Vice Sceriffo Ceretta era impegnato a lucidare la benna della ruspa, l’ex vice imperatoreSartori partecipava ad una sessione di allenamento di taglio del nastroPettarin contabilizzava le calcolatrici che usa per il calcolo dei pallottolieri che usa per il conteggio delle tavole pitagoriche, laRomano era a controllare la scorta di ghiaccio a casa di RomoliDe Sarno era acquistare le batterie per il suo traduttore simultaneo, la Gatta stava cercando la sua voce e alla Bellan no ghe ciava, lo sceriffo Ziberna pianifica un incontro con gli alberi nel tentativo di convincerli a non far cadere le foglie almeno fino a dopo Gusti di Frontiera.

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