Giorni contati per l’Hotel Bombi

         <<Chissà che pian piano non si arrivi a questa…>> scrive sul suo profilo Facebook Emanuele Musulinricondividendo l’immagine di una sua realizzazione grafica di Piazza Vittoria (in foto) postata il 13 ottobre del 2016, all’inizio della campagna elettorale appena conclusa. Immagine che gli era “costata” l’arruolamento – per un breve periodo – tra le fila della lista Gorizia 100 Sogni diMara Cernic, poi confluita nella coalizione a sostegno del candidato sindaco Roberto Collini.

         E proprio tra i nomi quella lista faceva capolino quello di Stefano Viacolvento Cosma che aveva fatto dell’anti-pedonalizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Tra le aree che quasi TUTTE le forze delle varie coalizioni e partiti di centro-sinistraintendevano riconsegnare aiculipesanti motorizzati, spiccava costantemente quella di Piazza Vittoria la cui pedonalizzazione era compresa nel pacchetto “ASCENSORE” tanto contestato da tutti gli anti romoliani.

         Purtroppo a spuntarla al ballottaggio è stato il Pezzogrosso (non lo chiameremo mai più bestione per evitare ritorsioni fisiche da parte di qualche moglie che non nominiamo ma alla quale vogliamo bene) che per tutta la campagna ha ululato l’assoluta intenzione di dare continuità all’operato dell’imperatore Romoli e la possibilità di vedere le automobili riappropriarsi della piazza è svanita, accompagnata dalla sfankulata elettorale delle sinistre.

         Ma a Gorizia le cose cambiano da un giorno all’altro e, nonostante il dogma romolianosull’intoccabilità di Piazza Vittoria, la necessità di far chiudere il Grand Hotel Bombi, unita all’evidentedesolazione di una piazza desertificata, ha messo lo Sceriffo Ziberna ed i suoi zibernauti nelle condizioni di dover assolutamente mancare di rispetto ai comandamenti dell’ex podestà e riaprire al traffico la galleria.

         Una proposta che sembra essere partita proprio dall’assessore ai lavori pubblici Arianna Bellan ma che ha raccolto subito l’apprezzamento della più illustre dei culipesanti: la assessoressa Marilena Bernòbich<<non sarò più costretta a camminare per ben 50 metri fino alla macchina, quando vado a sbranare una pljieskavica al Tunnel>> le sue parole << ma soprattutto si è evitato che il Vicesindaco effettui lo sgombero della galleria con il suo nuovo Komatsu WA600-8>>

         Inspiegabilmente – ma neanche tanto – proprio i più convinti sostenitori della riconversione della piazza da pedonale a trafficabile, ora sembrano essersi trasformati in fondamentalisti della pedonalizzazione ed abbaiano anatemi contro l’amministrazione fascista rea di voler realizzare un progetto fino a qualche mese fa araldo di quella sinistra che oggi è relegata all’opposizione.

         L’idea, a quanto pare ancora in fase embrionale, è sottoposta allo scrupoloso esame dei tecnici ed esperti che ne devono valutare l’eseguibilità; sembrerebbe che uno dei requisiti principali richiesti sia un costo bassissimo per non rischiare di far pigliare un coccolone all’uomo dei pallottolieri Guido Germano Pettarin il quale, ad ogni prospettiva di esborso è vittima di violenti attacchi di panico.

         Grande perplessità suscita il silenzio del ventriloquo dell’attuale assessore alla cultura, quell’ex assessore Antonio Devetag – sempre alla cultura – che, durante il mandato Valenti, era stato il primo promotore del progetto “ascensore per il castello” e relativa desertificazione della piazza.

         Nel frattempo molti comitati cittadini hanno manifestato l’intenzione di contattare il direttore del Grand Hotel BombiAndrea Picco, per chiedergli di portare i “suoi” profughi a dormire in varie altre strutture cittadine in stato di abbandono; <<se è bastato far dormire qualche afgano in galleria per far sì che le venisse restituita la sua naturale funzionalità…>> ci spiega un vecchio tuttologo <<… allora portiamone un pochi ai bagni pubblici, e alla Stella Mattutina, e in fiera, così per mandarli via, magari, rimettono a posto anche quelle>>.

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