La censura ziberniana colpisce Il Medio

    Era nell’aria, se ne percepival’acre aroma di manganello misto ad olio di ricino e repressione; un inconfondibile fetore che precede l’immancabile scia di tirannia, oppressione e oblio.

    Noi, scioccamente auto persuasi che il nostro ruolo di cinici osservatori scartavetraballe ci tenesse al riparo, eravamo convinti di esserne immuni, quasi “intoccabili”, ma l’algida scure della censura ziberniana ha giustiziato, violenta e severa, anche la nostra creatività. Non c’è stato nulla da fare; ilmanipolo di fascisti abilmente manovrati dal dispotico Pezzogrossocomunale è riuscito a far calare le tenebre anche su un’esposizioneArtistica (co la A maiuscola) de IL MEDIO.

    Tutto il nostro genio e la nostra anima raccolta in una creazione che avremmo voluto esporre inPiazza Vittoria ma di cui nessuno mai potrà godere a causa dell’ottusità di questa amministrazione dittatoriale.

    La nostra composizione Artistica (co la A maiuscola), pregna di significato e di sensibilità, consiste nell’esposizione di una serie di cagatoi tipici di vari paesi del mondo; dalla turca della Turchia al cesso ipertecnologico del Giappone che alla fine ti lava il culo, dallo sciacquone italico al wc americano, dal cesso australiano – con l’acqua che vortica al contrario – a quello caratteristico dei richiedenti asilo – un metro quadro dell’erba del parco – avremmo ricoperto il selciato della piazza più deserta del ventunesimo secolo con un’Artistica (co la A maiuscola) distesa di “sanitari multietnici”. Chiaramente il significato è palese: “in un mondo, in un’era in cui non si fa altro che parlare di integrazione, multiculturalità, uguaglianza tra i popoli e globalizzazione, il vero filo conduttore è la diversità: perché i popoli non sono uguali nemmeno quando vanno a cagare”.

    <<MA VA A CAGAR!!!>> è stata anche la risposta ferma e perentoria dello Sceriffo Rudi Pezzogrosso Ziberna che ha ottusamente definito la nostra Arte (co la A maiuscola) – tanto per restar in tema – “una cagata pazzesca”.

  Abbiamo provato a rivolgerci telefonicamente all’assessoressa Marilena Cicci Tanteparole Bernòbich ma, dopo SETTECENTOCINQUANTASEI squilli, una voce registrata ci ha comunicato che la leghista non poteva risponderci perché, al momento, non disponeva di nessun collaboratore che le alzasse la cornetta del telefono, ed appropinquarsi piedin piedini al ricevitore non rientrava nelle sue competenze. Il tronista Sartori, invece, ci ha fatto sapere che l’assessore alla cul-tura – il quale,INSPIEGABILMENTE, appena sentito nominare IL MEDIO ha tentato di lanciarsi dalla finestra – piuttosto di concederci qualcosa smetterà di tagliare le sue foto all’altezza della fronte per non far vedere la pelata. Alla Bellan no ghe ciava e l’omo dei conti è dovuto ricorrere al defibrillatore non appena ha sentito parlare di contributo; e sì che sarebbero bastati 200 mila eurini.

     Lascia l’amaro in bocca la motivazione sconcertante con la quale ci è stato negato di far godere i goriziani della nostra splendida creazione: <<impienar Piazza Vittoria de cagadori NO XE ARTE!>> ha sbottato un portavoce dello sceriffo che, non pago di cotanta affermazione, si è lasciato anche andare invergognevoli considerazioni <<avanti de sto passo riverà qualchidun che volerà schei per spartir bancai pieni de tegole vece per strada o picar borsete de nailon piene de acqua soto i portici del chiostro perché secondo lori xe artistico… ma ‘ndè cagar dei>>.

    Inutile dire che quando abbiamo sentito paragonare la nostra splendida creazione Artistica (co la A maiuscola) ad un bancale pieno di tegole e ad un sacchetto d’acqua appeso abbiamo capito che non avevamo speranze.

    Ma noi de IL MEDIO non ci arrendiamo, non demordiamo. Continueremo indomiti ed imperterriti a lottare contro questa pochezza ideologico/culturale intrinseca nei fascisti oppressori di quest’amministrazione ed insisteremo finché creazioni artistiche come la nostra ultima“GORIZIANITÀ” (vedi foto) non subiranno più l’onta della censura di chi di Arte (co la A maiuscola) non capisce… niente.

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