Ziberna minaccia i Zibernauti

     O si fa l’Italia o si muore, diceva Garibaldi a Nino Bixiodurante il sanguinoso combattimento di Calatafimi (15 maggio 1860). Ugualmente perentorio, anche se il rilievo storico è di tutt’altra portata, ha tuonato Rodolfone durante il consiglio di maggioranza quando haminacciato i suoi zibernauti: <<o si fa il presidente del consiglio alla prossima seduta, o mi dimetto e mi candido per le regionali, così torno a far lavorare Gentile ed io mi riposo altri 5 anni>>. Ma stando a quanto trapela da palazzo, forse sarebbe meglio che il pezzogrosso ritirasse l’anatema perché i giochi sembrano tutt’altro che fatti.

     Don Beppe Ciotta sembra essersi completamente bruciato; l’aver inveito contro alcuni suoi compagni di maggioranza definendo Franco Hassek “inadeguato” (per usare un eufemismo) a ricoprire la carica di presidente e lo scagliarsi contro alcuni assessori che, secondo lui, “sono lì perché altrimenti non avrebbero da mangiare poiché poveri e disoccupati” non lo ha aiutato e gli ha procurato una lunga schiera di “nemici”. Primo fra tutti proprio Hassek che ha dichiarato apertamente ed in più occasioni che lui, Ciottanon lo avrebbe votato mai e poi mai ed avrebbe fatto di tutto affinché non lo votasse nessuno.

Una volta incenerito il Re dei Guappi goriziesi, si è riaperto il balletto dei papabili; molti avrebbero fatto il nome della Ferrari, che però sarà già sufficientemente impegnata con la prossima delega ai teatri, la Bellan propone Gentile elogiando il suo lavoro e la sua esperienza nel tentativo di togliergli la possibilità di tormentarla con le sue interrogazioni e, mentre l’ex consiglier Santeparole, per tentare di non perdere del tutto le sfuggevoli redini della sua “SETTA”, fa promesse a destra e a manca, compresa, forse, la presidenza alla Oropallo, la Lega… forse solo Zotti, sembra orientata verso la riconferma di quel Roldo che dapprima non si voleva nemmeno candidare, poi sfuria durante il primo consiglio contro il suo partito che non lo ha poltronato, ed ora, tanto per non farsi mancare nulla,piagnucola perché, secondo lui, Forza Italia non ha avuto abbastanza… come se il sindaco e due assessori (tre se contiamo il PDG che altro non è che Forza Italia bis) non fossero sufficienti. Ma pare che le sue vere intenzioni siano quelle di riottenere la presidenza per avere qualche possibilità in più disuicidarsi alle regionali del prossimo anno.

In tutto questo bordello, tra coltellate alla schiena, sputtanate da piazza delle verduraie, baruffetteda mercato del pesce e mosse sbagliate in una brutta partita a Risikino mal giocata, il nome che sembra emergere come quasi dato per certo è quello del consigliere UDC Luca Cagliari il quale, fidandoci delle voci di corridoio, dovrebbe poter contare su un pacchetto di 22 voti ravanati con fatica tra le fila della maggioranza, sia dal povero Gentile, che a forza di telefonare e messaggiare si sta fondendo in un tutt’uno con il suo nuovo iPhone – si narra che quello vecchio sia scappato di casa esasperato dal super lavoro – e da un Roberto Sartori sempre più sull’orlo di una crisi di nervi che si è smaronato più in questi ultimi tre mesi con la delega ai rapporti con il consiglio che nei precedenti cinque anni da vicesindaco; i meglio informati ci confidano che il “campione goriziano di taglio del nastro alle inaugurazioni” abbia perso il suo leggendario sorriso a settecentoquarantotto denti e, durante i temporali, non si metta più in posa quando scambia un fulmine per i flash dei fotografi.

Ad ogni modo, comunque vadano le cose, pare che la vita dello sceriffo e dei zibernauti non sarà all’acqua di rose; anche nel caso che Cagliari riuscisse a superare il fuoco incrociato dei “FRANCHI” tiratori pronti a svendersi alla causa dell’opposizione, seriamente decisa a dimostrare il loroantidestrismo in virtù della ormai conclamata sindrome da campagna elettorale regionale, il poveroDon Ciotta, dovesse subire il sonoro sfankulamento che gli si prospetta, sembra essere pronto a tentare di mandare tutto a m…eretrici ed uscire dalla maggioranza portandosi dietro più scontenti possibile.

In tutto questo delirio trituramaroni sono molti quelli che pregano affinché Ettore Magno Romoli, sempre più prossimo a rinunciare al suo trono di imperatore delle terre d’Isonzo per andare aspodestare Zeus sul Monte Olimpo, inizi a scagliare saette sulle chiappe di qualche consigliere invasato ma intanto che il “Coordinatore Provinciale di Forza Italia” se ne sta in silenzio ad osservare questa maggioranza che si sgretola sotto il peso del proprio inutile ego, probabilmente sarebbe il caso che ilZibernone si rimangi la minaccia; non sia mai che, dopo lunedì (16 ottobre), si trovi nelle condizioni scomode di dover mantenere una promessa.

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