Mi dichiaro colpevole… e me ne vanto

         Dal preciso istante in cui ho deciso di accettare l’invito ad entrare nello staff de “IL GRANDE”, per poi continuare con il folle progettode “IL MEDIO”, ho avuto la totale consapevolezza che, presto o tardi, avrei fatto incazzare qualcuno così tanto da convincerlo a tentare di imbavagliarmi – o più semplicemente a vendicarsi – ricorrendo alla classica ritorsione della querela per diffamazione.

         Quando sono stato informato che, in Questura, c’erano delle carte che mi aspettavano, ho impiegato meno di un decimillesimo di secondo a realizzare che, “QUELLE CARTE” erano, al CENTOPERCENTO, la rappresaglia di qualche caproneche, in questi ultimi due anni, ho fatto oggetto delle mie attenzioni; il primo candidato, senza se e senza ma, era lui: l’ex consiglier Santeparole, del quale abbiamo contato ogni pelo del culo –  visto che con i capelli non ci era possibile – senza però riuscire a convincere quei goriziani che, se ci fosse un patentino per poter votare, sarebbero interdetti dalle urne e lo hanno votato. Ma lui è troppo furbo per correre il rischio di trovarsi in un’aula di tribunale con me. Ho pensato all’ex candidato dalla lucente pelata, che mi accusa di avergli compromesso la campagna elettorale e mi accredita il merito – perché di merito si tratta – di aver evitato ai goriziani la tragedia di una sua MOLTO ipotetica amministrazione, ma per lui sarebbe difficile anche solo scrivere, in italiano, “querela per diffamazione” senza assassinare la grammatica. Ho valutato anche la possibilità che qualche “sfankulata della profonda Provincia” alla perenne caccia di visibilità – che accusa IL MEDIO di aver agevolato questo o quel candidato…probabilmente non ha imparato a leggere – si fosse inventata qualcosa per continuare con la sua tatticadi attaccare chiunque abbia la più minima visibilità per poi illuminarsi di luce riflessa. Non ho tralasciato nemmeno TUTTA la giunta – Pezzogrosso compreso – sulla quale, fin dal “lontano” 3 luglio C.A. ho cucito un bel bersaglio… alla faccia delle “malelingue” frustrate.

         Devo ammettere che è stata un po’ una delusione constatare che colui che, per primo, haufficializzato il mio ruolo di rompiballe altri non è che ANDREA SESSA; proprietario(?) giornalista(?) inviato(?) direttore(?) presidente della “rete televisiva” meno cagata, probabilmente, dell’intera Via LatteaRTA Teleantenna.

         I fatti sono risaputi; dopo aver notato il piccolo consigliere photoshopparo che si faceva orgogliosamente intervistare (sempre a patto che, quelle del Sessa, si abbia il coraggio di chiamarle interviste) dall’improbabile “CONDUCENTE” televisivo, IL MEDIO, dopo essersi informato su cherazza di individuo fosse il sedicente “telegiornalaio”, ha preso la palla al balzo e – anche per ricoprire di“materiale organico di risulta” ( dir merda xe bruto) l’autonomo responsabile – ha reso note le sueacrobazie pedopornografiche tra le segrete del suo castello – RTA Teleantenna – ai danni di unragazzino di quindici anni, disabile, che gli era stato affidato.

Un compito che ci è stato reso notevolmente più facile dal lavoro de IL PICCOLO che con i suoi articoli – 2 luglio 2015 Trieste, abusi sessuali su un minorenne: arrestato7 luglio2015 Abusi su minore, Sessa tace dal giudice2 dicembre 2015 Abusi su un minore, Sessa chiede il rito breve – aveva già descritto esaurientemente lo squallore morale del soggetto in questione.

Vederlo strisciare, durante l’ultima campagna elettorale, tra i vari candidati entusiasti di farsi riprendere dalla telecamera dell’auto proclamato reporter triestino, ha portato IL MEDIO a buttare giù ancora qualche riga per spiegare meglio i dettagli della vomitevole storia (A Gorizia importemo anche l’Omo Nero; Il Medio 12 maggio 2017) avvalendoci ancora del supporto de IL PICCOLO il quale, in cronaca scriveva appunto: Il triestino Andrea Sessa, gestore dell’emittente televisiva Trieste Oggi, è ai domiciliari con l’accusa di aver abusato di un ragazzino che svolgeva uno stage nella sua redazione”

L’uomo a cui il minore veniva provvisoriamente affidato per ragioni di formazione in quanto seguiva uno stage presso l’emittente televisiva nell’ambito del percorso scolastico intrapreso, nei momenti di assenza di terze

persone all’interno dello studio televisivo ne approfittava per avere approcci intimi col minore, particolarmente vulnerabile per il suo stato psicofisico.

Dopo gli episodi incriminati il minore si è poi confidato con gli amici che hanno denunciato alla Polizia quanto appreso.

 Il Piccolo 02 luglio 2015

fatti per cui questo… “personaggio” ha poi chiesto di essere giudicato con la formula del rito breve; formula a cui si fa molto spesso ricorso, quando consapevoli di andare incontro ad una probabile condanna, per usufruire dei conseguenti sconti di pena e che da molti è vista come una sorta diammissione di colpa.

         In estrema sintesi, dopo quasi due anni di fatiche, sono riuscito a raccogliere la prima querela per diffamazione (ME MANCAVA) perché come sempre, TOTALMENTE A TITOLO GRATUITO, ho avuto la presunzione, dicendo la verità, di puntare un faro su un essere rabbrividente che, anche al sottoscritto, provoca conati difficilmente controllabili.

         Non posso negare che l’aver incassato la solidarietà e molti attestati di stima da un gran numero di esponenti della politica attiva goriziana sia assolutamente lusinghiero e gratificante ma sono assolutamente convinto che – come ha tenuto a dirmi una voce indiscutibile – “una denuncia da quel val come una medaia” e per questo: IO MI DICHIARO COLPEVOLE E ME NE VANTO!!!

 

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