I manipolatori del quarto potere

   Che il fenomeno migratorio sia un “evento” epocale e difficile da controllare, è un dato di fatto inopinabile… indiscutibile. Che le motivazioni che spingono questi popoli a spostarsi siano innumerevoli e spesso soggette a critiche di natura ideologica, è sotto gli occhi di tutti. Il vero dato di fatto, però, è che questepersone – migranti, invasori, clandestini, disperati in cerca di fortuna, poveri cristi che scappano da guerre, vigliacchi che si sottraggono ai loro doveri “patriottici”, o come ca…spita li si voglia chiamare – oltre ad esser state declassate a mero campo di battaglia per ideologi, politici, opinionisti, “fascisti”, protocomunisti, frikettoni, e vari morti di fame che incolpano l’immigrazione di averli ridotti con le pezze al culo – sono diventati una fonte di ispirazione e di guadagno per gli operatori dell’informazione ed un ottimo palcoscenico per tutti quei commedianti alla costante ricerca di consenso popolare e visibilità.

   Persino in un piccolo buco del culo dimenticato da ogni Dio come Gorizia, nel quale lo sceriffo Pezzogrosso ed i suoi zibernauti hanno ottenuto la possibilità di amministrare anche, o soprattutto, grazie al malcontento seminato da questi giovanotti che pascolano fankazzando tutto il giorno per la città a caccia di un Wi-Fi, la situazione non è diversa dal resto della nazione e il livello dell’informazione è sempre più squallido… addirittura aberrante. I social sono infestati da pensatori tuttologi che, dalla sera all’alba, passano dall’essere un tossicazzo da ultima fogna, che svende il metadone per pagarsi il caffè, a cronisti d’assalto, sedicenti super blogger, esperti di geopolitica e sociologia con velleità da Pulitzer. Gli stessi blogs sono rigonfi di arroganti psicopatici, tutti convinti di essere dei novelli Luttazzi o Crozza, illusi che scrivere “CAZZO MERDA VAFFANCULO” ogni tre righe li trasformi in geni della satira. Non da meno, la carta stampata goriziana; dopo aver toccato il fondo, ha pure cominciato a scavare ed in un contesto in cui il tema immigrazione sembra essere l’unico vero cruccio di una società totalmente allo sbando si è declassata a megafono per i proclami idioti delle varie parti politiche, ottenendo come unico effetto il prolificarsi di urlatori squilibrati pronti ad armarsi di manganello e olio di ricino e diipocriti benpensanti altrettanto pronti ad etichettare come fascista chiunque non sia disposto a prostrarsi devotamente alla causa profughista.

   In mezzo a tutto questo marasma, quelli ad emergere più rumorosamente sono i vari sciacalli che hanno trovato il loro filone d’oro nel bordello che si è creato tutto intorno al “delirio accoglienza” e si sono ricavati un ruolo d’eccellenza tra i talebani del profughismo con la speranza di ottenere consensi anche politici… magari con una candidatura alle prossime regionali. È il caso di Renato Elia; il personaggino – che chi vi scrive stima tanto quanto stima il grasso unto de le pignate del bollito misto de Pepi S’ciavo –  dopo aver provato di tutto per vestire sti ragazzi da paladini di rettitudine (impossibile dimenticare quando, dopo che ISA ambiente aveva ripulito il parco della Campagnuzza, aveva cercato di far rimbalzare il merito sui profughi) ha pensato bene di servirsi del quarto potere come volantino propagandistico della sua dottrina.

   Ecco nascere l’ultimo abominio informativo: News & Views; un manifesto ideologico quasi tutto incentrato sul tema migrazione, accoglienza ed integrazione, stracolmo di slogan cariogeni e lobotomizzanti e concetti da paese dei balocchi. L’ennesimo tentativo del “predicatore biciclettato” di schiaffare i cervelli delle tante pecore ipopensanti goriziane in una bella lavatrice a forma di giornalino ed avviare il ciclo di lavaggio completo con tanto di centrifuga.

   Ciò che lascia più interdetti – soprattutto me – è leggere alcuni dei nomi delle persone chel’indottrinatore è riuscito ad infinocchiare e coinvolgere nella sua ennesima pagliacciata. Passi perFederica Valenta; identità di sinistra successivamente catapultata nell’estrema destra tubettiana – tanto da partecipare orgogliosamente alla commemorazione fascista del 28 ottobre e passeggiare allegramente a braccetto con Casapound – poi quasi rientrata nei ranghi con la sua candidatura tra i portelliani diGorizie e Borghi, infine approdata allegramente tra le fila dei seguaci del “santone” Elia. Poco rilevante anche la presenza di Manuela Ghirardi; ragazza di grande intelligenza e cultura ma che, spinta da una presunta maggior tolleranza del sinistro pensiero rispetto alle sue “scelte” personali, ha abbandonato il“Lato Oscuro” per unirsi agli “illuminati” della setta del nuovo profeta cittadino. Allibentedeludente, quasi sconcertante invece – almeno per squilibrati come noi che abbiamo sempre elevato la figura del giornalista a quella di Dio della cultura e dell’intelletto col “potere” di vigilare su obiettività, coerenza ed onestà ideologica – la “scelta” di Vincenzo Compagnone di concedere la sua firma per far ottenere, al“progetto” del vecchio biciclettista petulante, una visibilità ed una risonanza mediatica che, altrimenti non avrebbe MAI avuto.

   Tutti noi – ed in particolar modo chi vi scrive – abbiamo sempre considerato Compagnone la miglior penna ancora in attività sul territorio; quello con la miglior capacità di analisi, con una grande passione per il suo lavoro ed una forte onestà intellettuale. Vedere che ha “SCELTO” di farsi infinocchiare da un mezzo sacerdote da “setta americana degli adoratori delle stelle cadenti”, è già abbastanza triste, ma realizzare che chi dovrebbe seminare sapere nei terreni incolti delle menti goriziane dona le sue capacità a chi le vuole sfruttare per inculcare il suo “verbo” fa davvero girare le balle.

   Forse, come ama dire qualche sfankulato pseudo fascistello dalla lucente pelata perennemente incazzato con la lingua italiana, un avanzo di galera come me dovrebbe essere l’ultimo ad esprimersi ma io – esattamente come i miei compagni d’avventura – forse un po’ troppo romanticamente, ho sempre creduto che l’unico vero compito di chi fa informazione sia quello di insegnare alla gente a sviluppare pensieri propri e non sviluppare pensieri propri da “insegnare” alla gente.

 

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