Cinquanta sfumature di “Profughismo”

     Ormai c’è poco da fare, se si vuole guardare qualcosa alla TV o stare un po’ davanti al computer, se non si ha intenzione di essere bombardati da nozionismi, indottrinamenti o sminkiamenti infiniti sulla questione profughi, accoglienza e menate scartavetraballe, è meglio che ci si metta l’anima in pace e ci si rassegni al solito buon vecchio porno.
     Più volte ci siamo espressi sulla totale decadenza dei vari Media; le televisioni – totalmente assoggettate al pensiero dei vari “Signori dell’etere” – che continuano a propinarci pipponi neuronicidi dipingendo il migrante di turno in base a ciò che predica “La Voce Del Padrone” del caso, sono diventate una fabbrica di zombies rincoglioniti che, incapaci di sviluppare un autonomo pensiero, si posizionano tra le fila dello schieramento che credono li rappresenti di più. I social networks – in particolar modo Facebook – si son ridotti ad essere una rete molto poco sociale al servizio di capre ululanti che, pur disponendo di un quoziente intellettivo appena appena sufficiente a posizionare un piede davanti all’altro per deambulare dalla TV al cagatoio, si ergono a maestri del pensiero e, convinti di essere quasi dei filosofi “pre-socratici”, vomitano sulle loro pagine idiozie rabbrividenti. Dulcis in fundo, la carta stampata – che, nell’Internet Era, arranca vistosamente – si è ridotta a poco più di un patetico volantino propagandistico della corrente politica alla quale appartiene il portafogli che la sta prezzolando.
     A Gorizia va anche peggio: in un clima da pessima campagna elettorale, che dura ormai da quasi due anni, aprire quella carta da culo triestina (IL PICCOLO) – che ormai repelle toccare anche solo per adoperarla per la pulizia dei vetri – vuol dire sottoporsi alla solita dose quotidiana di boiate sulla situazione profughi; politici, politicanti e cacciapoltrone di entrambi gli schieramenti che pontificano elargendo puttanate a pochi spiccioli al quintale, tutti con la verità in tasca, gli artigli affilati e la faccia da culo di chi tenta di spacciarsi per tutore della rettitudine, della democrazia, del decoro, del buon costume A DIFFERENZA DELL’ALTRO CHE INVECE NO. Tonnellate di inchiostro su chilometri di pagine inutili che continuano imperterrite ad aggiornarci costantemente, incessantemente, implacabilmente su ogni minima scorreggia legata al profughismo.
     Una situazione aberrante – quella dei richiedenti asilo –  gestita in maniera abominevole da un’amministrazione non preparata ad affrontare una “emergenza” già di per sé surreale e resa ancora più difficile e pesante dalle strumentalizzazioni politiche di chi ha come “UNICO VERO OBIETTIVO” una candidatura alle prossime elezioni regionali e che si avvale dell’indispensabile collaborazione dell’unica testata giornalistica ufficiale rimasta in città, la quale non prova nessuna vergogna a concedere risonanza mediatica a schiere di furibondi urlatori che, nell’intimità della loro cameretta, pregano affinché questo SCHIFO non cessi mai di esistere per continuare a sciacallare sulle disgrazie di centinaia di persone cercando di ottenere visibilità, consenso ed una candidatura per la corsa allo scranno più pagato in regione.
     Se da una parte l’affannato Pezzogrosso comunale, totalmente oretizzato nel suo rapporto morboso e compulsivo con i social, tempesta i vari mezzi di informazione con proclami – che sistematicamente, vengono distorti dalle strumentalizzazioni dei vari anti-ziberniani – non riuscendo, PARADOSSALMENTE, a raggiungere il “peso” necessario ad ottenere la considerazione delle varie istituzioni, dall’altra, l’esercito degli sfankulati alle ultime comunali, estremamente frustrati dal pessimo risultato elettorale, si dimenano accanendosi l’un l’altro – oltre che contro la “banda” dei zibernauti – in atti di puro cannibalismo per tentare di emergere dalla melma di un’opposizione totalmente allo sbando e riuscire a raccattare una nomination per la corsa elettorale della prossima primavera.
     Ecco che ai milioni di bit riversati sul web dal “povero” Rudy, che non sa più che pesci pigliare e non trova più le parole per far capire (o credere) che, a parte il tanto acclamato SPRAR, lui può fare poco o niente, rispondono, con altrettanto presenzialismo, i vari Andrea Picco – auto proclamato capo della “Anonima Profughisti” che proprio tanto anonima non è – il quale si sta facendo prendere un po’ troppo la mano ed è sempre più facile vederlo protagonista di video tutt’altro che apprezzabili. Filmati nei quali risulta sempre più evidente il suo assoluto interesse per la sovraesposizione mediatica e dai quali trasmette messaggi di disprezzo che non fanno altro che fomentare ulteriori divisioni. Altra figura, della quale contavamo di esserci liberati, è la ex capo profughista che l’elettorato goriziano ha ricacciato nella profonda provincia. Personaggia che fa ben attenzione a tenersi lontana da quella Galleria Bombi, araldo della vergogna, nella quale sarebbe costretta a darsi da fare sul serio, ma ricompare magicamente ogni qual volta ci sia qualche giornalista che le può dare visibilità, farneticando su passi del Vangelo ma facendo ben attenzione a non pestare i piedi a quelli che, quel Vangelo, dovrebbero essere i primi a rispettarlo.
     In tutto questo merdaio di ipocriti arrivisti, finti perbenisti, viscidi opportunisti e falsi idealisti, gli unici a rimetterci – oltre a quelli che dovrebbero essere il vero oggetto del contendere ma son stati trasformati in bandiere politicho-ideologiche – sono quelli come Lucia Calandra, Monica Musina, Orietta “Gaggioli” (il cognome da nubile non lo conosciamo) e tanti altri, quasi o totalmente, sconosciuti che si danno da fare davvero, e lo fanno semplicemente perché ci credono. Persone che, a prescindere dall’orientamento politico, ideologico o religioso, si sfasciano il culo giorno per giorno per tentare di cambiare quella parte del mondo che, indipendentemente da che parte la si guardi, non può non far schifo. Persone che, nonostante il loro impegno, si trovano ad essere accomunate ad una banda di psicopatici facebookiani che vomitano stronzate da mane a sera per tentare di ricavarsi il loro piccolo angolo di notorietà, o alla schiera di politicantucci arrampicatori che rincorrono quel “posto al sole” triestino da CINQUEMILA e spara eurini al mese o, peggio ancora, devono sopportare le “passerelle” dei vari marpioni dei “palazzi che contano” che, come le mosche sulla merda, si avventano sulle telecamere delle televisioni nazionali attirate dal “CASO BOMBI” sfilando con aria falsamente allibita.
     Ad ogni modo, è notizia di ieri, il Grand Hotel Bombi verrà chiuso; delle reti metalliche bloccheranno le entrate, i profughi verranno smistati in altre città e la commissione verrà spostata a Trieste e Udine. Così il problema viene scaricato ad altri ma almeno la Galleria non puzzerà più. Ora ci si deve aspettare la rivolta dei cacciapoltrone che avevano incentrato tutta la loro campagna sui migranti e speravano di potersi dimenticare di loro solo dopo le elezioni, ed i vaneggiamenti degli squilibrati che non avranno più la possibilità di abbaiare stronzate sui social. Speriamo che questo “evento” porti anche qualcosa di buono; magari IL PICCOLO, non avendo più nulla da scrivere ci alleggerirà della sua ormai inutile presenza.

 

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