Gorizia; tra i tanti coglioni emergono le “Teste Di Minchia”

     Gorizia, nei secoli, è stata una città di importanza davvero rilevante; patria di scrittori, filosofi, pittori, musicisti… terra di cultura, di grande peso politico e geografico e centro di interesse di grandi personaggi della storia.
     Oggi che si è ridimensionata fino ad essere poco più di un paesotto di provincia un po’ troppo cresciuto, della vecchia gloriosa Gorizia non è rimasto molto. A parte la Rosa – di Gorizia, appunto – il castello, il vino del Collio, qualche nome altisonante della storia – che ci piace ricordare continuamente per dimostrare che anche noi, una volta… –  e qualche altra “irrilevanza”, sono rimaste davvero poche le tipicità di questo territorio martoriato dalle guerre e dalla politica di merda. Una delle particolarità della nostra zona, ad ogni modo, è senza dubbio un discreto numero di coglioni e, com’è perfettamente risaputo da chiunque, in mezzo a tanti coglioni, non possono assolutamente mancare le “Teste Di Minchia”.
     Ed è proprio in uno dei rappresentanti di questa particolare specie di goriziano, che siamo inciampati anche noi de IL MEDIO. Non preoccupatevi, non faremo il solito pippone “INFORMATIVO” contro l’ipocentimetrico, ipotricotico, iponeuronico, IPERleccoso re degli emoji e delle photoshoppate imbarazzanti ex consiglier Santeparole. E non ci riferiamo nemmeno a qualche poveraccio dalla lucente pelata che ha mezzo neurone in condivisione col suo cane e vale poco più di zero; ZEROVIRGOLAQUARANTOTTO, per essere precisi. Quello in cui ci siamo imbattuti noi è il tipico esemplare di “T.D.M.D.T.“  (Testa Di Minchia Da Tastiera) che, armato di profilo falso e di tanto odio per la lingua italiana, picchietta sulla tastiera – probabilmente con il naso e ad occhi chiusi, visti i risultati – vomitando puttanate senza soluzione di continuità.
     Succede che, una mattina di qualche giorno fa, la pagina Facebook de IL MEDIO riceve il messaggio di uno dei suoi “folowers” – o forse meglio dire haters – inviperito dal fatto che stiamo per pubblicare un calendario. L’idea di questo “individuo” è che, con questa iniziativa, IL MEDIO, abbia trovato un modo subdolo per accanirsi sulle tasche dei poveri goriziani. In una manciata di righe, il personaggio, convinto che il nostro progetto ci abbia concesso disponibilità economiche illimitate, ha espresso teorie al limite dell’imbarazzante vaneggiando su introiti paperoneschi, finanziamenti istituzionali e guadagni berlusconiani grazie ad una “attività” che, secondo lui, non ci costa nulla né in termini di investimento economico né in termini di tempo.
     Certo, potremmo liquidarlo con il classico “ma va in mona de tu mare” ma siccome ci piace essere chiari su tutto e non vogliamo dare la possibilità a nessuno di avere il minimo dubbio, anche per evitare il prolificarsi di “Teste Di Minchia” convinte di sapere tutto, abbiamo voluto farci un po’ di conti in tasca.
     Da quando abbiamo deciso di iniziare questa follia, le spese che abbiamo avuto sono le seguenti:

  • Acquisto dominio e servizi vari € 392, 70
  • Acquisto database e servizi annessi € 284, 90
  • Acquisto applicazioni per il sito web € 296,40
  • Acquisto sevizi promozionali per le pagine social € 212,00

   Oltre a queste, che sono spese relative esclusivamente le attività online, ci sono anche le spese fisiche alle quali non ci si può sottrarre; nel corso di questi quasi 2 anni abbiamo dovuto acquistare una stampante A3 (€ 399,90), per tre volte abbiamo acquistato le ricariche dei colori (€ 96,00 alla volta), abbiamo fritto un computer (€ 1200,00) abbiamo consumato telefoni, carta, cancellerie, pile elettriche e decine di altri materiali di consumo per centinaia di Euro. In questi quasi due anni abbiamo trascorso, complessivamente, migliaia di ore a scrivere, disegnare, photoshoppare, realizzare pagine… anche volendo quantificare il valore delle nostre ore meno della paga di un “bangla” che raccatta immondizie alla Fincantieri, stiamo parlando di migliaia e migliaia di Euro.
     Migliaia di Euro che NON ABBIAMO CHIESTO MAI A NESSUNO!!! Abbiamo portato avanti questo progetto solo grazie al sostegno delle nostre famiglie sottraendo loro del tempo e lo abbiamo finanziato con i nostri lavori sacrificando molte cene, molti aperitivi, molti pomeriggi al cinema… e non abbiamo mai chiesto un centesimo a nessuno. Non abbiamo ricevuto nessun finanziamento, nessun contributo né dal Governo, né dalla Regione, né dalla Camera di Commercio né, tantomeno, dall’amministrazione comunale… MAI!!!
     Oggi abbiamo deciso che IL MEDIO deve cominciare a finanziarsi da solo; grazie alla collaborazione con un mostro sacro della satira isontina come Sergio Marini “El Serpente” abbiamo deciso di realizzare un calendario che sarà POSSIBILE, non OBBLIGATORIO, acquistare soprattutto nelle edicole e cartolerie. Sul sito web, abbiamo posizionato dei banner pubblicitari ed abbiamo inserito un pulsante per le donazioni online che, più che altro, oltre che finanziare il progetto, ci darà la possibilità di avere una percezione chiara del consenso popolare e ci farà capire se è il caso di continuare.
     Come sempre, noi facciamo ciò che ci sentiamo di fare, in coscienza ed onestà senza obbligare nessuno a leggerci e seguirci. Se qualche altro esemplare di “Testa Di Minchia” avrà da obiettare su ciò che facciamo sarebbe opportuno che la critica si limitasse ai concetti che esprimiamo, perché, fino ad ora, tutto quello che è stato fatto, è stato fatto GRATIS.

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2 thoughts on “Gorizia; tra i tanti coglioni emergono le “Teste Di Minchia”

  1. Continuate il vostro lavoro e fate bene non preocuparvi delle teste di minchia ce ne sono dapertutto sono come le cimici si moltiplicano.ciau ciau

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