Gentile; fascista brutto e cattivo… come i bambini delle scuole

     In una piccola città, come la nostra Gorizia, non è facile imbattersi in figure politiche di grande rilevanza; pur riconoscendo indiscutibili meriti – di varia natura –  ad esponenti come Gaggioli, Tucci, Korsic, Pettarin, Sartori e, ci duole ammetterlo, lo stesso Santeparole, e pochi altri, gli elementi che possono vantare qualità che potrebbero essere apprezzate ben al di fuori del contesto consiliare del piccolo paesotto in cui viviamo, sono indiscutibilmente QUATTRO: Portelli e Collini, per l’opposizione, Cosma e Gentile per la maggioranza.
     In un buco del culo come Gorizia, dove l’acume politico è merce rara come l’acqua nel deserto, ciò che non manca, anche se utile come un brufolo tra le chiappe, è la frustrazione ed il disagio di certi incapaci sconfitti. E quando un incapace sconfitto, frustrato dalla propria inadeguatezza, non riesce a strutturare un’opposizione politica lucida, costruttiva, pacifica e democratica, si affida ad azioni becere e strumentali cercando di denigrare ogni avversario con la semina del germe dell’odio e del disprezzo.
     L’ultimo a cadere vittima del fuoco cieco dei talebani dell’ideologicamente scorretto e politicamente inaccettabile è proprio quel Fabio Gentile, capogruppo di Forza Italia, capogruppo di maggioranza, ex vicesindaco col primo mandato dell’Imperatore, consigliere ELETTO DEMOCRATICAMENTE DAL POPOLO ormai da moltissimi anni, oggi – a detta dello stesso Ziberna – braccio destro del Pezzogrosso; succede che questo consigliere del CENTRO DESTRA MODERATO, esattamente come succede nelle scuole materne, elementari, medie, superiori ecc, per rispondere all’appello, all’ininizio di una seduta di consiglio, alza velocemente la mano destra e conferma la sua presenza; gesto che abbiamo visto fare più e più volte da consiglieri di tutti gli schieramenti.
     Purtroppo, però, questa volta, dietro alle sue spalle, c’è uno dei sostenitori di quegli incapaci sconfitti frustrati che, non riuscendo a confrontarsi con l’esperienza del consigliere in oggetto, non aspetta altro che riprendere, con il telefonino, quel gesto – comune a molti – per poterlo strumentalizzare e, con l’aiuto di un giornalista (difficile chiamarlo così, ndr) compiacente, renderlo un caso nazionale.
     Ecco che, dopo i primi piani della macchina di Ziberna in divieto di sosta durante la campagna elettorale, dopo la Piazza Vittoria e la Galleria Bombi trasformate in campo profughi (pur di non andare a rompere le balle alla Chiesa), dopo gli appelli a mezzo mondo, alle televisioni, ai giornali nazionali, agli artisti e via dicendo, per far passare Gorizia come “Citta di Razzisti e Fascisti, dopo l’occupazione del centro in un SABATO PRENATALIZIO, quell’opposizione (fortunatamente una microscopica parte) incapace di fare VERA OPPOSIZIONE, incapace di cercare punti di contatto, incapace di dialogare… quell’opposizione ottusa, violenta, quell’opposizione che dice di combattere il fascismo ma usa metodi fascisti, si affida alla disperata diffamazione per delegittimare un consigliere DEMOCRATICAMENTE ELETTO e lo fa gettando discredito… DIFFAMANDO un’intera città.

LA POLITICA, QUELLA VERA, È UN’ALTRA COSA.

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