Sindaci Burini? Ci pensa Deborina bella.

     Aver distrutto la sanità regionale – opera incompiuta di Renzo Tondo –  flagellato l’occupazione, svenduto il territorio, aver tenuto il dito nel culo ai Padroni della Ferriera di Servola che intossica i triestini, aver passeggiato allegramente sulle vittime monfalconesi dell’amianto, aver voltato innumerevoli gabbane volteggiando allegramente tra le “grazie” di Franceschini e quelle di Renzi passando per Epifani, Bersani e compagnia bella, alla tirannica nanetta friul-laziale con la frangetta da eritema e lo humor da era glaciale, pare non essere sembrato abbastanza per lasciare un segno indelebile nella memoria dei friulani.
     Dopo essersi distinta per risultare la govenatrice del Friuli Venezia Giulia che è riuscita a far peggio anche del suo predecessore – quel Renzo Tondo, appunto, che ha decretato la morte per eutanasia dell’ospedale di Gorizia – tanto da convincere il Partito Democratico a non ricandidarla alle prossime regionali, prima di levarsi definitivamente dalle balle, la piccoletta udinese ha voluto omaggiare il territorio con l’ennesimo cadeau del quale avremmo potuto – e voluto – decisamente fare a meno; l’emblema dell’inutilità letteraria dello “scrittore” Giovanni Battista Borgiani “Signor/a Sindaco; come fare quando?”. Una sorta di manale d’istruzioni sul bon ton dei sindaci in ambito istituzionale che, soprattutto ai goriziani, suona tanto come uno dei deliri di qualche sedicente nobile facebookiano.
     Sta di fatto che, la zarina SerRACCHIAni, ha ritenuto indispensabile spendere DIECIMILAEURI dei soldi nostri per dotare ogni sindaco della regione di questo indispensabile decalogo. In fondo, a chi non è mai capitato di vedere il proprio sindaco che, durante una cena di gala, mentre è seduto a tavola con le personalità del luogo, rutta e scorreggia mentre si scaccola? Quante volte è capitato di notare il proprio primo cittadino mentre, durante una cerimonia pubblica, si gratta il culo, si aggiusta le palle nelle mutande o si ravana l’orecchio con l’unghia del mignolo per poi pulirsi il dito sulla giacca del vicino?
     Grazie a Deborina bella, tutto questo non succederà più. Le malelingue – quelle che ricordano quando la presidentA ha sfankulato un’eccellenza della regione come l’industria della sedia per andare da qualche amico in America a spendere CENTOMILAEURO per le sedie della Protezione Civile – insinuano che l’operazione sia una marchetta fatta ad uno scrittore inutile, amico suo, che altrimenti non si filerebbe nessuno, altri, che la nanetta piddina abbia elegantemente dato dei cafoni a tutti i sindaci del Friuli. Ad ogni modo, sia quel che sia, anche se la regione è ridotta con le pezze al culo, potremo almeno vantare i sindaci più galanti d’Italia. E per questo possiamo solo dire : GRAZIE DEBBY… CIAONE.

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