Gorizia e le sue Guerre Puniche

Partigiani, Decima Mas, Titini, Foibe, che cos’è? Una interessante puntata di Rai Storia, condotta dallo “scopiettante” Paolo Mieli, sul periodo finale della seconda guerra mondiale nel confine orientale? Il programma del corso di Storia Contemporanea presso l’Università di Trieste o di Udine?Una eccentrica sfilata di carnevale?

Niente di tutto ciò. Magari lo fosse. Sono i temi del dibattito politico, nel 2018, tra la maggioranza e l’opposizione nella città di Gorizia. In buona sostanza è quasi come se discutesse ancora delle guerre puniche per stabilire chi fossero i cattivi tra Romani e Cartaginesi.

Ebbene sì, le priorità per Gorizia sono cosa hanno fatto i nostri nonni e bisnonni. Un dibattito incentrato sul Passato e sui Morti. Più cimiteriale di così… SI MUORE.

Nessuna riflessione sullo stato disastroso dell’economia cittadina. Nessun tavolo di lavoro su di un ipotetico rilancio turistico della città per far fronte all’emorragia di posti di lavoro. Nulla di questo. L’agenda politica di maggioranza e opposizione è incentrata su una guerra per stabilire chi sia il più brutto e cattivo, chi è colpa di cosa, chi è il più bravo e bello.

La cosa agghiacciante è che i vari passionari politici nostrani credono sul serio di essere dei testimoni e dei martiri della memoria e che per fare il bene della città ci sia il bisogno di andare a ravanare in una storia così passata che ormai serve solo a riempire i libri.

Se poi consideriamo che l’età media dei goriziani si aggira intorno ai 50 anni, testimoni diretti dei fatti accaduti dal 1943 al 1945 non esistono quasi più; che sia giunto il tempo  di smetterla di fossilizzarsi su un periodo storico che ha lasciato in eredità solo povertà e tristezza?

         Va bene, mettiamo anche il caso che si voglia guardare il passato per immaginare il futuro, ma proprio il periodo che va dal 1943 al 1945 va preso come esempio? Il periodo più cupo e oscuro, fatto di violenze e vendette private? Perchè non guardare alla “Belle Epoque” di quella Gorizia che è rimasta nella storia come la Nizza austriaca per immaginarsi una città che torni ad essere luogo di villeggiatura? Persino Cormons e Grado sono riuscite ad andare avanti e crearsi un futuro.

     L’ho ripetuto più volte ma sembra non entrare in certe teste di dura cervice che però riescono a far gran baccano mediatico: Gorizia ha bisogno di costruire non distruggere, di reinventarsi. Se non siete in grado di immaginare una città libera dalle preclusioni ideologiche figlie di un passato PASSATO, sarebbe davvero più accettabile che vi levaste dai… piedi e lasciaste spazio a chi, questa città, la vuole far crescere perchè state facendo solo danni e casino.

     Per fortuna la maggioranza dei goriziani ha deciso di non vedere, sentire e parlare. Ha deciso di non farsi coinvolgere in queste beghe di retroguardia sterili che non la riguardano. La maggioranza dei goriziani, si sveglia, fa il suo dovere e poi il weekend va a divertirsi come è giusto che sia, indifferente ai persuasori di morte e odio.

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