Markettopoli; OroPALLA VS Romano

     A dire che avevamo ragione potremmo risultare degli spocchiosi saccenti e, comunque non è mai bello, ma AVEVAMO RAGIONE!!!
     Le promesse elettorali che l’ex consiglier Santeparole ha rifilato a tutti gli adepti della sua setta di “illuminati”, cominciano a pesare sempre più sulla struttura della squadra di zibernauti e, come un virus, la listina da poco più del TREPERCENTO, continua ad espandersi all’interno dell’amministrazione goriziana.
     L’ennesimo MARKETTONE del Pezzogrosso al Re del Photoshop, però, è di quelli che lasciano il segno e difficilmente passano inosservati… a meno che non ci si chiami IL PICCOLO e si voglia far finta di niente.
     Come già riportato dalle cronache “ufficiali” e platealmente annunciato dalla pagina di Autonomia Responsabile, in una cerimonia pacchiana e patetica, sulla falsa riga di una consegna di laurea nella quale mancava solo il bacio accademico, lo sceriffo Ziberna, prestandosi ad un teatrino che definire ridicolo sarebbe ben più che un eufemismo, sminuisce l’assessore Silvana Romano REGALANDO alcune sue deleghe alla numero “DUE” del SOTTOufficiale ipocentimetrico col farfallino.
     All’OPERATRICE SOCIO SANITARIA vanno, così, alcune importanti deleghe che le concederanno svariate responsabilità nel sociale ed in ambito sanitario; in particolar modo nella gestione di alcune delicate problematiche geriatriche. Mansioni e responsabilità che richiederebbero qualifiche decisamente più alte di quelle in possesso di una ASSCLEANER qualsiasi della “Medicina A” del morente nosocomio goriziano – pulire il culo ad un vecchietto costretto a letto non concede competenze per quel che riguarda l’Alzheimer – ma che, a quanto pare, possono essere ignorate quando si tratta di accontentare il nanerottolo poltronato.
      In realtà, già qualche settimana fa, ci era arrivata la notizia che il piccoletto aveva chiesto la testa dell’assessore al welfare per far spazio alla sua “amichetta”, cosa che avrebbe scatenato una reazione furibonda della Romano e creato non pochi imbarazzi tra le mura di palazzo. Ecco che, con una mossa in perfetto politichese, invece di spodestare brutalmente la badante dell’imperatore, la si usurpa un pezzo alla volta.
     Oggi, la preoccupazione che la capogruppo oretiana riesca nella sua arrampicata, soprattutto negli ambienti sanitari, è tutt’altro che trascurabile; sono in molti ad aver paura di dover far riferimento all’ennesimo incompetente incapace ed il “forte” carattere dell’aspirante assessore viene difficilmente digerito. Pare sia proprio il suo “savoir-faire” alla base dell’incontenibile esodo che sta colpendo Autonomia Responsabile; a partire da Antonella Cortese – una delle vere menti pensanti di quella setta, poi sfankulata per volere della stessa OroPALLA che temeva di essere adombrata – allo sponsor Umberto Marconi passando per Proderutti e chi ne ha più ne metta, sono molti i topi che stanno abbandonando quella nave sempre più alla deriva e pare che sia proprio la strabordante ego della consigliera una delle principali cause.
     Purtroppo, sembra che la OSS stia giocando davvero bene le sue carte; mentre la sua lista arranca in procinto di esalare l’ultimo rantoloTondo è pronto a scaricare tutti non appena appoggerà le chiappe su una poltrona romana ed alcune voci danno Celestino Turco con già un piede fuori dal partituccio – la capogruppo di AR ammicca all’opposizione ed appare pronta a buttarsi tra le braccia di Portelli mettendo il Pezzogrosso nell’imbarazzante posizione di trovarsi senza argomenti per giustificare un poltronamento inutile come quello del suo protetto con le cravatte dall’anagramma burino (il Bon Ton imporrebbe di indicare prima il nome e poi il cognome) che si troverebbe a non avere nemmeno più una lista a sostegno.
     Ecco che per salvare capra e cavoli e tenere in piedi un’assessore poco più utile di un cartellone pubblicitario, si fa di tutto per agevolare la sua “amichetta” nel suo progetto di fare le scarpe proprio a quell’assessore – la Romano – che, qualche anno, fa si è fatta in quattro per salvarle il culo e forse anche la libertà.

Ma come recita il famoso adagio: nessuna buona azione resterà impunita… e noi AVEVAMO RAGIONE!!!

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