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Ma cosa caz…pita volete che scriva?

     Ogni giorno, ogni volta che porto il culo fuori casa, ogni volta che entro in un bar per stordirmi con qualche secchio di birra, trovo qualcuno che mi rimprovera… che mi smarona sul fatto che, in un periodo elettorale come quello che stiamo attraversando, io non ho mai scritto nulla.
     Da destra, sperano che spari a zero su una sinistra già vittima della propria inutilità, da sinistra, vorrebbero che continui con lo sputtano costante della destra come durante la campagna elettorale per le amministrative 2017. Poi spiego come la penso IO e, magicamente, si trovano tutti d’accordo nel dirmi che è meglio che non scrivo.
     <<Lo dico per te>> mi ripetono tutti <<perché se scrivi ciò che pensi ti accusano di essere fascista ed IL MEDIO ci fa una pessima figura>> ma, in realtà, quello che penso io è facilmente spiegabile con un po’ di matematica.
     Ad esempio: quattro panini € 1,38, un litro di latte a lunga conservazione € 0,59, due etti di prosciutto cotto di Praga € 1,70, due bricchetti di panna da cucina € 1,58, due pacchi di pasta € 1,18, un litro e mezzo d’acqua minerale € 0,49, una busta di formaggio grattugiato misto € 1,19, due etti e mezzo di carne macinata € 3,19, due bottiglie di passata di pomodoro € 1,78, un pacco di biscotti per la colazione € 1,99, per un totale di € 15,07. QUATTRCENTOCINQUANTA Euro al mese per arrangiare il minimo indispensabile per concedere ad una famiglia di quattro persone la possibilità di non morire di fame.
     Considerando che un appartamento in affitto non lo si trova per meno di 400 Euro al mese, che le spese per le bollette (acqua, luce, gas…) pesano per una media mensile di 150 Euro, che i costi per mantenere un’INDISPENSABILE utilitaria di merda (assicurazione, bollo, carburante, usura…) si aggirano intorno ai 200 euro, sempre al mese, la “protofamiglia” italiana – quella monoreddito che può contare su uno stipendio che, ad avere fortuna, arriva a 1200,00 Euro – per continuare a sopravvivere e far fronte anche a tutte le altre necessità (spese per l’igiene, spese per l’abbigliamento, spese per la scuola e via dicendo), dopo aver rinunciato a TUTTO il “superfluo”, deve incominciare ad indebitarsi e pregare di non incorrere in un imprevisto; anche solo i medicinali per un’influenza diventano una spesa quasi insostenibile.
     Però, dopodomani si vota; si va alle urne per decidere chi, di una smisurata banda di inutili arrivisti, dovrà rimediare a questo schifo. Uno schifo che, da decenni, tutti questi parassiti con la premura di scaldarsi il culone su qualche poltrona romana, hanno contribuito a far diventare sempre più schifoso. Tutti pronti a promettere ricchezza e felicità, tutti depositari della verità assoluta, tutti con la ricetta del successo in tasca.
     Ma di chi stiamo parlando? Ma di COSA stiamo parlando?
     La patriottissima, italianissima italianISTA Giorgia Meloni si allea con un Matteo Salvini – che con quella bandiera tanto cara alla “Sorella d’Italia” si pulirebbe il culo – per sprofondare mezzo metro di lingua tra le chiappe del burattinaio di Arcore (ex prestanome di Craxi) che ci ha omaggiato di nomi come Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Angelino Alfano (tutti burattini berlusconiani) ed altri vari parassiti. Dall’altra parte, la squadra di finti sinistri, pronti a farsi sostenere da quel centro destra che tanto fintamente amano smerdare in ogni dove, che già scaldano le pale per rovesciare le ultime badilate di letame su un’Italia già totalmente sommersa dalla merda.
     Due fazioni, perennemente falsamente in guerra, che passano le giornate ad accusarsi per chi ha fatto la cagata più grossa, con un unico vero NEMICO comune; quella banda di dementi senza alcuna identità che, grazie ai deliri di un comico fallito, hanno ottenuto abbastanza consensi da mettere in pericolo i culi poltronati di tutti quei politicanti che, per decine di anni, hanno pensato solo ed esclusivamente alle proprie chiappe riducendo uno dei paesi più belli al mondo, ad un letamaio inguardabile e ridicolo. Un movimento, i Cinque Stelle, che più che un partito sembra un ricettacolo di disagiati, emarginati dalle altre aree politiche, senza alcuna idea, senza un pensiero comune; personaggi che vanno dall’estrema destra all’estrema sinistra, cosi TROPPO diversi tra loro da non costruire mai nulla, costretti a dire tutto ed il contrario di tutto e cambiare idea su qualsiasi cosa.
     Sono poche le certezze che ho per il 5 marzo, una di queste è che avremo speso circa QUATTROCENTOMILIONI di Euro per garantire ad un enorme numero di parassiti la possibilità di vivere da nababbi per qualche anno; nababbi che, il medesimo giorno in cui appoggeranno il loro prezioso culone sulle comode poltrone dei palazzi romani, si dimenticheranno di quelli che, con 1000 euro al mese – quando va bene – si trovano costantemente con le pezze al culo. Il 5 marzo, avremo rilegittimato, ancora una volta, una marmaglia di attori ansiosi di passeggiare allegramente e costosamente sulle carcasse dei propri elettori, pronti ad andare ad offrire il culo a gentaglia, a cui dell’Italia non glie ne fotte una mazza, pur di garantirsi benessere.
     E mentre questi animali si preparano, per l’ennesima volta, a fottere un intero popolo, il tema più ricorrente non è l’impoverimento degli italiani ma L’ANTIFASCISMO; personaggi discutibili, spesso stipendiati dalle istituzioni per il loro impiego nell’ambiente educativo che, alla faccia del buon esempio, scendono in piazza, a Torino come a Roma, a Perugia come a Gorizia, con l’unico scopo di far casino giustificandolo con la protesta antifascista.
     Nel frattempo, i pezzi grossi stanno li a godersi lo spettacolo e si preparano a sodomizzare sessanta milioni di pecore lobotomizzate più attente all’ultimo iPhone, all’ultimo acquisto milionario della Juve, all’ultimo rigore non dato all’Inter, alle enormi tette dell’ennesimo vaccone dell’Isola dei Famosi che, da lunedì, si troveranno in balia dell’ennesimo governicchio tecnico in procinto di sgranocchiare gli ultimi pezzetti di carne su una carogna ormai ridotta all’osso.
     In estrema sintesi, se non avete ancora aperto abbastanza gli occhi tanto da VOTARE PIÙ FORTE CHE POTETE, domenica, forse, fareste meglio a starvene a casa con la vostra famiglia a mangiare qualcosa perché, avanti di sto passo, tra qualche tempo non avrete neanche la possibilità di spezzarvi una gamba apposta per andare a mangiare gratis all’ospedale visto che, grazie a personaggi come Tondo e SerRACCHIAni, che ora vi chiedono la crocetta sul loro simbolo, presto, quegli ospedali, rischiamo di non averli più.

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