Tragedia in Friuli Venezia Giulia; Tondo candidato del CDX. Fedriga svende la regione

     Avevamo perso quasi ogni speranza di veder uscire un nome da questo Centro Destra vergognosamente frastagliato. L’unico sollievo era la certezza del veto, imposto da Lega e Fratelli d’Italia sull’unico presidente della regione che era riuscito nell’impresa di far passare la SerRACCHIAni come il male minore.
     Quando, nel tardo pomeriggio di ieri, è cominciato a circolare, ANCORA, il nome di Renzo Tondo, i commenti della quasi totalità degli esponenti politici regionali avevano tutti il medesimo tono catastrofistico e, per quasi tutti, risultava assolutamente impossibile che potesse essere lui il “PRESIDENTE DESIGNATO”
     Soprattutto per Gorizia e provincia, l’ex governatore evoca ancora memorie di tragedie e devastazione; fu lui a staccare la spina al punto nascite di Gorizia, fu lui ad iniziare la “demolizione della sanità isontina”, il suo accanimento sulla città di Gorizia costò quasi la rielezione dell’imperatore Romoli.
     Ecco che, proprio quando quasi tutti, ormai, avevano tirato un sospiro di sollievo, convinti dello scampato pericolo, ci pensa il caro Max Fedriga – esempio della purezza della nuova politica fatta tutta di ideali, buoni intenti ed amore per il proprio popolo – a far sprofondare un’intera regione nello sconforto; come un pugno nello stomaco, arriva la notizia che il leghista, con piglio da Signore della Verità, in un comunicato stampa che gnanche el duce tal ventennio, sentenzia decretando la pena di morte per disperazione della nostra regione sostenendo la candidatura dell’albergatore di Tolmezzo che, alle recenti politiche, rappresentava un partito che non è arrivato nemmeno lontanamente all’uno percento.
     Immediatamente si son sollevati i cori di disappunto di tutta la politica del goriziano e del triestino; assessori, consiglieri, coordinatori o semplici militanti, tutti d’accordo sulla tragicità dell’evento. Molti hanno minacciato addirittura di uscire dalle rispettive maggioranze ma, come ben sappiamo, quelle poltrone sono troppo comode e molte sono troppo ben pagate per pretendere che gli occupanti seguano un filo di coerenza e trasformino la semplice minaccia in realtà. Unica voce fuori da quel coro, come ci si poteva aspettare, quella di Autonomia Responsabile; la listina che in soli nove mesi è passata dal raccogliere, a Gorizia, 832 preferenze lo scorso giugno, a far parte di un miscuglio di “razze” che ne ha raccolti poco più di 150 lo scorso 4 marzo è l’unica a gongolare per la candidatura del loro massimo esponente; ma è risaputo, gli incapaci sono quelli che hanno più bisogno di un santo in paradiso.
     Insomma, dopo le ripetute figure di merda di una coalizione – il Centro Destra friulano – che era sul punto di accordarsi su Hannibal Lecter, pur di esprimere un candidato, ecco che, quello che in regione ce l’ha più duro, l’emblema di rettitudine, l’esempio del buon politico onesto e devoto, quel Massimiliano Fedriga che doveva essere la vera svolta per le nostre terre, davanti all’eventualità di poggiare il culo alla destra del padre (si fanno sempre più insistenti le voci sulla possibilità che Salvini gli affidi un ministero) sfankula tutti e getta la SUA regione nelle mani di chi ha già dimostrato di avere tutte le capacità per distruggerla.

Non c’è limite al peggio!!!

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