Salvini salva il culo al Friuli; Fedriga candidato in extremis.

     Erano partite nella tarda mattinata di ieri, le prime voci. Poco più di una chiacchiera da bar. Sembrava troppo bello per essere vero ed il muro di omertà alzato dalla Lega intorno alla candidatura regionale del CDX era di quelli spessi… stile Corlenone.
      Sul finire di un’intera giornata trascorsa tra bicchieri e boccali in giro per bar e osmize, ad ascoltare i lamenti ed i pianti dei goriziani preoccupati, gli anatemi degli “alleati” del Centro Destra, le maledizioni dei cittadini disperati, quando ormai tutto sembrava perduto ed un’intera città si stava già preparando a vedersi giustiziare per mano di Renzo Tondo, ecco che, nelle prime ore della sera, una lieta novella squarcia l’oscurità dell’oblio in cui eravamo precipitati; Massimiliano Fedriga sarà il candidato per la corsa alla presidenza della regione Friuli Venezia Giulia.
     Certo che, dopo aver letto, sulle pagine dei vari quotidiani e blogs, l’ufficializzazione della candidatura di quasi tutti gli abitanti del Friuli – compresi molti appartenenti al regno animale – nessuno era disposto a credere che la notizia fosse reale ma, verso le 21:00, alcuni esponenti, ben informati, del partito padano, ci hanno dato piena conferma della candidatura del leghista.
     Con un po’ più di attenzione e qualche litro di birra in meno, avremmo potuto capirlo anche da soli; la notizia dell’avvistamento dell’ex consiglier Santeparole che sferrava testate contro il portone del municipio, frignando come un bimbo di tre anni – con il quale condivide la statura – per aver visto sfumare l’occasione di avere il suo santo protettore a paracularlo in regione, era un segnale inequivocabile.
     Ci hanno anche detto che, se avessimo voluto trovare la consigliera OroPALLA per farle qualche domanda, ci sarebbe bastato seguire la scia dei capelli che l’operatrice socio sanitaria si stava strappando per la disperazione ma, siccome a noi di quello che ha da dire l’amichetta dell’ipocentimetrico col farfallino non ce frega una mazza, abbiamo preferito brindare con un altro secchio di birra e chiamare quasi tutti i consiglieri di maggioranza, e non, e ridere alle sue spalle.

Ora non ci resta che sperare che la follia di un Centro Destra sempre più sul punto di implodere non ci regali, all’ultimo minuto, un altro nome rabbrividente.

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