ECCHECCOIONI… altre elezioni

     Squillino le trombe, rullino i tamburi… evviva evviva, tra pochissimo si torna a votare… per la TERZA volta in meno di un anno. Ecchecculo, vien da dire; dopo le amministrative del 2017, che hanno incoronato lo sceriffo Rudy Pezzogrosso Ziberna e le politiche dello scorso 4 marzo, utili come un brufolo sul culo, tra qualche giorno potremo goderci l’ennesima rottura di balle domenicale per scegliere chi, tra i cacciapoltrone in corsa per queste regionali potrà poggiare il suo preziosissimo culone sui costosissimi strapagati scranni triestini di Piazza Unità d’Italia.
     Quattro candidati quattro, quelli che vorrebbero ereditare, dalla TRAGEDIA SerRACCHIAni, la guida della regione; Sergio Cecotti, già sindaco di Udine ed anche già Presidente della Regione, il tirapiedi della nanetta piddina che ha finito di devastare la sanità isontina Sergio Bolzonello, il pentastellato Alessandro Fraleoni Morgera – preferito dai grillini alla candidatura di Topo Gigio – e, per il Centrodestra, l’acclamatissimo leghista, già con una chiappa sul trono, Massimiliano Fedriga che ha dovuto rinunciare alle sue mire capitoline per rimettere insieme i pezzi di una coalizione – il Centrodestra, appunto – che, dopo aver mandato in nomination “cani, porci e Renzo Tondo” era sul punto di implodere.
     Va male, molto male, per la città; a parte l’Imperatore Ettore Magno Romoli, già assessore regionale, deputato, senatore, due volte podestà di Gorizia e, in caso di vittoria di Fedriga, probabile prossimo assessore regionale, il capoluogo isontino non ha espresso nessun nome di vero rilievo. Nessuna realtà dell’arco politico cittadino, infatti, è stata capace di tirar fuori dal mazzo qualche buona carta e se la cosa è quasi “giustificabile” per un Centrosinistra in affanno capace di pigliare calci nel culo ad ogni tornata elettorale negli ultimi due anni, così non è quando si parla di 5 Stelle e Centrodestra.
     I grillini, che alle ultime politiche risultano, anche qui, il partito più gettonato, non hanno voluto rischiare nomi come Manuela Botteghi o l’ex candidato sindaco – ora consigliere comunale – Giancarlo Maraz, mentre il CDX ha fatto anche peggio; pur potendo contare su un esercito di nomi di assoluto rilievo, molti dei quali con il culo ben sprofondato nelle poltrone di Palazzo Attems, come Francesco Del Sordi e Chiara Ester Gatta per Fratelli d’Italia, Fabio Gentile per Forza Italia, Marilena Ciccibella Bernòbich ed il suo collega caporuspista Stefano Ceretta per la Lega e l’autoferrotranviere spalatore di letame Franco Zotti una volta convinto leghista, adesso un po’meno, ha preferito giocare in difesa.
     E se la scelta del gruppo forzista cittadino di non far schiantare nessuno dei suoi accoliti contro l’imperatore Romoli è più che comprensibile, quella del Carroccio di non calare i suoi “carichi” sul tavolo da gioco per lasciar spazio a candidati della “provincia” come Paolo Bearzi, Antonio Calligaris in Cecot, il sindic di Dolegne dal Cuei Diego Bernardis evidenzia la volontà di spartirsi il territorio; la martoriata Gorizia alla morente Forza Italia ed il resto dell’isontino alla Lega la quale del capoluogo sembra sbattersene le balle alla grande.
     Ecco che, per tutti quei goriziani che rimpiangono il predecessore dello Sceriffo Ziberna, si prospetta nuovamente la possibilità che il prossimo goriziano a sventolare la loro bandiera sia il fiorentino Romoli che ancora ci tiene a farsi chiamare sindaco.

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