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Scoperta la causa della sfiga che perseguita i goriziani; non ci son più le cagate di cane

     Negli ultimi anni, è evidente, Gorizia è sempre meno quell’isola felice in cui si era fortunati a vivere. Essere goriziano, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso, voleva dire poter contare su un occhio di riguardo da parte della Dea Bendata.
     Qui si viveva bene; anche quando le cose, in tutta Italia, giravano per il verso giusto, a Gorizia, giravano meglio. Si lavorava, si guadagnava, ci si divertiva… si aveva quasi l’impressione che, a seminare 100 lire, potesse crescere un albero di banconote.
     Poi tutto è cambiato, la fortuna è svanita, la buona sorte ci ha abbandonati e la sfiga ha iniziato a perseguitarci.
     Qualcuno incolpa la caduta dei confini, qualcuno imputa lo smantellamento delle dogane, alcuni affermano che sia a causa dell’Euro, altri accusano la crisi globale, certi, addirittura, lo spiegano con le scie chimiche o il volere degli illuminati; sta di fatto che una cosa è certa: semo sfigai pegio de Paperino. Un recente studio, però, forse fa luce sulla malasorte che perseguita i goriziani: xe colpa de quei che se lamenta dele cagade de can sui marciapie.
     In effetti, lo ricordano tutti – anche i cani – pestare una merda porta bene. Tanto che i più sfigati, solitamente, andavano a cercarsele e, quando tornavano a casa con la suola puzzolente, impiastricciata dei residui organici dei quadrupedi cittadini, ne gioiva tutta la famiglia.
     Oggi questo non succede quasi più; trovare una cacca di cane da calpestare è un’impresa quasi impossibile. In una città nella quale, un tempo, bisognava fare lo slalom tra le eiezioni canine, grazie ad un manipolo di rompiballe che non ha altro da fare che andare a caccia di merda da fotografare con il loro smartphone per poi rompere le balle sui social, ci siamo trasformati in una comunità di oriterotopi (notoriamente ed indiscutibilmente l’animale più sfigato del Pianeta Terra) perseguitati da una sfiga epocale.

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