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Tutti gli ipocriti del 16 giugno. Episodio I; la pasionaria profughista

         Mi piace essere sincero e, per essere sinceri fino in fondo, con molta sincerità, sono uno che, sinceramente, ha davvero pochi pregi. A peggiorare il tutto, come se non bastasse la mia scarsa dotazione di buone qualità, mi ritrovo ad avere la terribile capacità di trasformare i miei pochi migliori pregi nei miei peggiori difetti.
         A conferma di questa disastrosa caratteristica, quella che dovrebbe essere una delle migliori peculiarità che Madre Natura mi ha concesso – una memoria da elefante, in piena sintonia con la mia pachidermica silouette – finisce sempre per trasformarsi nel più fastidioso dei miei tratti.
         Proprio in questi giorni di fine primavera resi opachi dallo spesso velo di tristezza steso dalla perdita di una delle persone che, in assoluto, stimavo di più, questa memoria bastarda continua a sottopormi ad una sorta di doccia scozzese rovesciandomi addosso fiumi di ricordi alternando al rassicurante tepore di quelli piacevoli, la gelida crudezza di quelli che mi sbattono sul muso la triste realtà dell’esistenza di squallidi personaggi dalla memoria troppo corta e la faccia come il culo.

         Perché io ricordo… ricordo troppo.

         Ricordo la prima volta che rivolsi la parola ad Ettore quando, in fila alla cassa del supermercato – viste le poche cose che teneva in mano – lo invitai a passare avanti e lui mi liquido garbatamente con << non ho fretta, posso aspettare>>. Ricordo il suo disappunto quando, per primi, lo soprannominammo Ettore Magno Romoli Imperatore delle Terre d’Isonzo; <<Non mi piace>> disse <<così infondi negli altri un senso di inferiorità… non va bene>>. Ricordo con divertimento quando ho tentato di offrirgli una birra ottenendo come risposta <<Non credo neanche di sapere che sapore abbia la birra, quella è roba per quelli con la tua pancia>>. Ricordo le “parole grosse” volate quando siamo stati in disaccordo su certi argomenti, ricordo le strigliate quando ho scritto qualcosa che non gli garbava, ricordo che mi diceva che gli piaceva leggermi anche se quasi sempre lo facevo incazzare; ma a lui non piacevano i leccaculi e forse per questo ero tra quelli che non gli stavano sulle palle. Tollerava a fatica anche gli ipocriti e gli opportunisti ed è per questo motivo che sono contento non abbia dovuto assistere, il giorno del suo ultimo viaggio, alla sfilata di sciacalli che hanno trasformato una giornata dedicata all’omaggio, in un evento mondano, una squallida passerella di avvoltoi che hanno approfittato di una succulenta occasione per mettersi in mostra ostentando lacrime di circostanza.
         È indubbio che se tutti quelli che amavano o stimavano l’Imperatore avessero avuto la possibilità di essere partecipi, non sarebbero bastate due piazze Vittoria ma è altrettanto indubbio che, se tra i presenti si fosse scremato il gruppo di ipocriti, quelli che erano li perché ci tenevano sarebbero rimasti davvero pochi.
         In questa mandria di parassiti, sicuramente una spiccava su tutti gli altri per squallore, cinismo e falsità; la pasionaria profughista della profonda Provincia; quella che, pur di non andare a lavorare e continuare a far parte di un mondo che non la vuole – la politica – è stata costretta a trattenere i conati ed “innamorarsi” addirittura di un FASCIOLEGAIOLO che fino a qualche millesimo di secondo prima ricopriva di improperi.

         PERCHÉ IO RICORDO… RICORDO TROPPO!!!

         E ricordo benissimo l’opinione  che l’ex assessora provinciale al welfare aveva dell’imperatore; uno squallido fascista, razzista, omofobo, xenofobo, massone, mafioso. Un nepotista che piazzava nei posti di potere parenti, amici e figli delle sue amanti. Ricordo benissimo quando la cara Ilaria mi contattò per dar vita ad uno strumento di informazione – IL GRANDE – che poi si è rivelato essere una sua arma contro l’allora odiato sindaco e – a suo dire – la sua amante tirapiedi Silvana Romano. Io ricordo benissimo gli anatemi e le maledizioni che la signora Cecot scagliava contro la coppia RoRo, ricordo benissimo quando asseriva di essere il più grande talento della politica locale con tutto da insegnare all’incompetente Ettore, ricordo benissimo il litigio che ho avuto con lei quando, facendo leva sul mio astio nei confronti di un noto imprenditore locale, ha tentato di manipolare IL MEDIO dicendomi che dovevo scagliarmi contro Romoli poiché aveva designato Ziberna per tutelare i rapporti tra l’allora sindaco e quegli imprenditori che lo “finanziavano”. Ricordo anche quando l’assessora al welfare della defunta Provincia dimenticò di produrre la documentazione per usufruire dei finanziamenti regionli per l’LSU solo per colpire l’odiato Ettore e la sua badante, Romano. Ricordo perfettamente anche quando la “signora” ha deciso di “rinsavire” per non concedere la soddisfazione all’odiato podestà di porre la propria firma sul probabile “OBBLIGO TERAPEUTICO”. Ricordo come fosse oggi lo sguardo fiero ed orgoglioso quando la pasionaria di Romans millantava il merito di essere riuscita a far trascinare il sindaco Romoli in tribunale per la morte del pakistano affogato in Isonzo. Ricordo molto bene anche quando, in piena campagna elettorale, la cara “allestitrice di tendopoli” ha improvvisamente “DECISO” che, alla fin fine, conveniva fingere di aver capito che l’imperatore non era poi così male.
         Ed è proprio perché ricordo tutto… RICORDO TROPPO, che quando ho visto i patetici piagnistei social, i falsissimi post strappalacrime, LA FOTO DI ETTORE COME SUA IMMAGINE DI COPERTINA, quando l’ho vista sfilare davanti al feretro dell’amico Ettore dopo la canonica seduta parruchieristica, una volta trattenuti, a stento, i conati, ho deciso che BASTA… è ora che parlo anch’io.
         Probabilmente è difficile leggere uno sfogo della Voce Della Fogna (cit. Cecot) ma sta di fatto che preferisco essere quella voce pittosto che una di quelle merde che in quella fogna ci sguazza fin prima di approfittare di una tragedia per fingersi affranti e sciacallare visibilità.

 

Chri.Z. (La Voce Della Fogna)

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2 Comments

  1. zoccoletto walter zoccoletto walter 19 giugno 2018

    fantastico…finalmente l’hai descritta bene “la voglia di fare nulla e presunta saccente ignorante”…tra l’altro maleducata e prepotente…vorrei tanto urlargli in faccia quello che penso…ma se mi capita a tiro lo faro’…non andro xcerto a cercarla…perché lei non e’ nessuno e io non ho tempo da perdere per scovarla fuori.

  2. Cindy Colori Cindy Colori 21 giugno 2018

    Cosi ti voglio. Ottimo.

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