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CasaPound incita il popolo a bestemmiare

                Guardando un po’ indietro nel tempo è facile osservare come, in Italia, il senso del decoro, soprattutto nel modo di esprimerci, sia profondamente mutato. Mentre fino a qualche decennio fa la bestemmia era vista come un comportamento esecrabile e chi la proferiva era ritenuto quasi un criminale, oggi accostare qualche specie animale, o qualche insulto, al nome di Dio, della Madonna o di tutti i santi del calendario è percepito poco più che come un intercalare, una nota di colore nel linguaggio popolare, una forma di slang.
         Questa nuova evoluzione linguistica, però, ha portato alla classificazione di nuove atroci bestemmie; succede così che non si può più dire spazzino ma va chiamato operatore ecologico, non si può più dire handicappato ma diversamente abile, non si dice più puttana ma opereatrice del sesso, guai a chiamarli alcolizzati o ubriaconi, sono etilisti, i drogati sono disadattati sociali ed i maniaci depravati sono solo “persone affette da problematiche della sfera sessuale” che però possono addirittura armarsi di telecamera ed intervistare i politici locali.
         Ma tra tutte queste espressioni rimarchevoli, ce n’è una che spicca su tutte per offensività, indecorosità, schifosità e vergognosezza; la più peggio tra le più peggiori brutte bestemmie: la parola PATRIA.
         Un’offesa al pubblico pudore che riporta la memoria al periodo più buio della nostra storia nazionale; quello che va dal 17 marzo 1861 (nascita dello stato italiano) ad oggi. Una bestemmia talmente oltraggiosa che ha costretto alcune amministrazioni isontine a prendere dei provvedimenti per arginare, in qualche misura, il fenomeno; ecco che la dicitura sui cartelli all’ingresso di alcuni ponti sull’Isonzo – fiume noto per essere stato teatro di battaglie nelle quali, in nome di quella brutta bestemmia, decine di migliaia di antichi fasciorazzisti hanno perso inutilmente la vita – che prima recitavano “Fiume sacro alla Patria”, vengono sostituiti con altri, meno oltraggiosi e volgari, con su scritto “Fiume sacro ai Popoli d’Europa”.
         Sarebbe filato tutto liscio se non fosse che una famigerata “associazione a delinquere” che opera su tutto il territorio nazionale, non si fosse messa in testa di mettere i bastoni fra le ruote a questi amministratori locali, paladini del pubblico decoro. Questa “congrega” di criminali fascisti del terzo millennio, che rispondono al nome di Casapound, noti non per aver preso parte alle stragi mafiose, non per aver partecipato allo scandalo Manipulite, non per essere stati parte attiva nelle stragi delle Brigate Rosse, non per aver causato il crack Unipol o Parmalat o per aver portato al suicidio le “vittime” di Equitalia o Banca Etruria, ma per macchiarsi del crimine ancor più grave di voler mantenere vivo il sentimento di italianità, non contenti di aver fatto stampare quella bestemmia – Patria – sulle proprie magliette, si son permessi addirittura di ricoprire i nuovi cartelli con delle stampe riportanti le antiche diciture “Fiume Sacro alla Patrria”, appunto. Un’affronto alla pubblica decenza, un’attacco personale nei confronti di chi preferirebbe sentirsi dare del figlio di troia piuttosto che appartenente alla Patria Italia.
         Fortunatamente, nonostante il territorio isontino sia rimasto orfano della storica antifascita, antinazionalista, antipatriottica pasionaria profughista della profonda Provinciaoggi totalmente impegnata nel tentativo di rientrare in politica passando per le mutande del consigliere leghista (cit. Ciano & Jole) – che avrebbe pontificato per giorni sulla vicenda, il fato ha voluto che in soccorso del buoncostume di queste terre arrivasse l’avvocato Marco Giovanni Rocco Barone, famoso, tra le altre cose, per essere tra i protagonisti del tentativo di trasformare “Ronchi dei Legionari” in Ronchi dei Partigiani”. Questo principe del foro, infatti, che ha scelto di venire da queste parti a “COMBATTERE IL FASCISMO” piuttosto che starsene a casa sua – la Calabria – a lottare contro la ‘Ndrangheta, in una lettera a IL PICCOLO (Né sacro alla Patria né ai popoli d’Europa), spiega quanto sia inutile dibattere su quest’argomento poiché l’Isonzo altro non è che un cimitero del quale non può fottere una minchia a nessuno… e tanti cari saluti ad Ungaretti, Gregorčič, il Principe Caspian e tutti quegli imbecilli che si son fatti ammazzare per difenderlo. E un vaffanculo anche a mio padre che nelle acque di un fiume così di merda mi ha insegnato a nuotare.

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