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Paesi che vai… Oreti che trovi

     Vedere la propria città in TV fa sempre un certo effetto e nel servizio mandato in onda ieri su Rai Uno, nel programma condotto da Livio LeonardiPaesi che vai –  questo nostro picccolo buco del culo dimenticato da Dio è tornato ad apparire per quello che è; un vivibilissimo centro dalla storia millenaria colmo di cultura e tipicità.
     Dopo aver ospitato una serie infinita di televisioni che hanno dipinto Gorizia come un lager per migranti abitato da trentacinquemila nazzifasciorazzisti, finalmente si torna a parlare del nostro territorio per ciò che offre e che lo rende unico. E questo lo si deve soprattutto all’amministrazione comunale che ha ritenuto di invitare la troupe della Rai a girare a casa nostra.
     E fino a qui non ci resterebbe altro da fare se non applaudire i nostri pezzigrossi fino a scorticarci le mani. Purtroppo, però, solo pochi “eletti” sanno che, a causa di una grave tragedia che ha copito la città, c’è mancato poco che il servizio di ieri non venisse mai girato. Nei primi giorni di luglio dello scorso anno, infatti, come se Gorizia non fosse già abbastanza sprofondata nella me…lma, sul capoluogo isontino si è abbattuta l’ennesima sciagura; l’ex consiglier Fabrizio Santeparole Oreti è stato nominato assessore alla cultura.
     Proprio grazie all’(in)operato dell’ipocentimetrico ipotricotico venditore di fumo con il “vizietto” della photoshoppata, poco mancava che il conduttore Rai raccogliesse armi e bagagli e sfankulasse l’intera città.
     L’assessorino piccino picciò, infatti, durante i primi contatti con i responsabili dela trasmissione, si era esibito in una delle sue tipiche  performance di promesse cettolaqualunquiane garantendo alla troupe una smisurata serie di disponibilità, tra le quali qualche decina di figuranti e gli abiti originali dell’epoca per le riprese.
     Purtroppo, lo sprovveduto conduttore Rai, troppo ben abituato ad avere a che fare con persone serie, non si era preventivamente documentato sul modus operandi dell’ex consigliere con riportino e farfallino e, fin dal primo giorno di lavori, si era trovato a dover quasi raccattare dei passanti per strada.
     L’apoteosi della vergogna si è consumata il giorno dopo in Villa Coronini quando la troupe si è trovata abbandonata a se stessa; niente figuranti, niente abiti e, dulcis in fundo, NIENTE ORETI. Il sottouficiale, giornalista, politicante, “laureato” a Malta, preso atto che, grazie al suo fankazzismo, aveva combinato un casino, ha pensato bene di sparire.
     Solo l’intervento della PARONA DEL COMUNl’assessoressa occulta Patrizia Artico – ha placato, in parte, le ire di un Livio Leonardi che, furibondo per il (MAL)trattamento subito dal Comune di Gorizia, dopo aver inveito contro l’inutile assessore alla cultura (a suo dire, capace solo di farsi i selfie), si stava già organizzando per sfankulare tutti e tornarsene a casuccia sua. Ma a salvare il culo al piccolo zibernauta è stato il personale della Fondazione Coronini. Sono loro che, vista la drammatica situazione, telefono alla mano e culo nella PROPRIA macchina, hanno risparmiato a tutta la città una colossale figura di merda.
     Nel più breve tempo possibile sono stati recuperati gli abiti d’epoca, forniti da Felcaro di Cormons, contattato l’ingegner Pascoli dell’Associazione Isonzo – gruppo di ricerca storica che ha concesso in prestito 3 divise originali e reclutati gli Artisti Associati e due stagiste dell’Altenanza Scuola Lavoro per mettere a disposizione della troupe una quindicina di figuranti per le riprese. E proprio grazie a questi ultimi, è stato possibile avere un Franz ed una Sissi; le due comparse che avrebbero dovuto interpretarli – per capirci, quelli immortalati nella foto del post dell’assessorino – dopo aver perso un’intera mattinata per nulla, si son trovati costretti a dover rinunciare e son stati sostituiti da una delle stagiste (foto) e da Enrico Cavallero (foto) di Artisti Associati.
     Solo a cose quasi concluse, dopo che il personale della Fondazione Coronini si era smazzato per sopperire alla manifesta inutilità dell’assessore alla cultura, ecco apparire Fabrizietto – probabilmente, si vocifera,  richiamato all’ordine da una Artico che sputava fiamme  – giusto in tempo per scroccare l’indispensabile foto da usare per il suo solito post autoreferenziale.
     I più attenti ricorderanno il commento di una testimone, nel succitato post dell’ex consigliere, che, indignata per l’accaduto, tentava di raccontare come si erano realmente svolti i fatti ottenendo come replica del piccolo politicante una risposta scritta nel suo tipico politichese facciaculista. Stesso trattamento riservato anche al consigliere Piscopo quando, in Consiglio Comunale, aveva interrogato il microassessore sull’accaduto.
     Fortunatamente, grazie ad quel manipolo di goriziani e goriziane che, a titolo strettamente personale, si son sbattuti per riparare ai danni dell’amministratore, la Rai ha lasciato la nostra città consapevole che l’unica cosa che Oreti ha di goriziano è il sostanzioso stipendio.

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