Sessismo e vittimismo; Cecot di nuovo alla ribalta grazie all’inutilità

     Ero decisamente intenzionato a non spendere più un solo carattere per questA individuA (Boldrini style) e, contando sul fatto che la sua carriera “politica” avesse già superato la fase caffè e che il suo appeal sulla gente fosse pari, ormai, più o meno a quello di un porcospino schiacciato dalle ruote di una macchina in una stradina di provincia, ero convinto che non mi sarei più trovato costretto a farlo.
     Non avevo, però, fatto i conti con la capacità della pasionaria profughista di riciclarsi sfruttando una delle sue “qualità” più marcate: il vittimismo. Una dote ben poco nascosta che, negli anni, l’ex assessora provinciale, ha saputo sviluppare fino a renderla quasi un superpotere. Lacrima sempre in tasca e BALLA pronta ad ogni situazione, la cacciapoltrone più sfankulata della storia della provincia di Gorizia non perde mai occasione per mettersi in mostra sfruttando la sua forte propensione al cecotismo (da Mediopedia. cecotismo: patologia che porta le persone che ne sono affette a cercare di passare per martiri nel tentativo di oscurare la propria pochezza).
     Ecco che, sul finire dell’ultimo giorno del “Carnevale in Rastello”, mentre sto tracannando la mia birra da mezzo in compagnia del Serpente, con il quale avevo un puntello proprio per discutere delle ultime follie mediatiche dell’ex assessore provinciale all’inutilità, mi trovo a dover rispondere ad una sorta di interrogatorio di una troupe di LA7 (Non è l’arena) che aveva pedinato Marini per tutto il giorno con lo scopo di “costruire” un servizio sulla satira sessista della “SERPENTADE” colpevole di aver distrutto la psiche e la carriera della povera Cecot.
     Purtroppo, come ho già detto più e più volte, la mia elefantiaca memoria – in perfetta linea con la mia pachidermica silouette – mi costringe a ricordare… ricordare tanto… ricordare tutto.
     Ed è in modo chiaro che ricordo che quella satira che oggi la Cecot definisce sessista, poco più di un anno fa sembrava un modo legittimo di vendicarsi dei suoi ex colleghi della Provincia. Come dimenticare le insinuazioni sulla sua ex vice presidente che, a suo dire, avrebbe ricoperto quella carica solo per una presunta relazione con l’allora Presidente Gerghetta? Come dimenticare quando la povera Cecot pretendeva che su quella schifosa rivista venisse riportato che, sempre la sua ex vice presidente, avrebbe avuto la possibilità di magheggiare milioni di euro di “CARSO 2014” solo grazie al suo rapporto “confidenziale” con lo stesso Gherghetta? Difficile anche dimenticare le insinuazioni sulla presunta relazione tra l’ex sindaco Ettore Romoli e Silvana Romano… vero motivo dell’incarico di quest’ultima. Ricordo ancora le discussioni con l’amico Marini quando la povera vittima che vien da Romans voleva che su Serpentade si scrivesse di rapporti “intimi” sempre tra il suo ex presidente ed una nota infermiera attiva nel volontariato… ma, forse, se lo fa lei, non è sessismo.
     Ricordo anche la purezza ideologica della politicante provinciale; una convinta antifascista che non sa scendere a compromessi… mai!!! A meno che non sia conveniente o necessario. Come quella volta che voleva che chiedessi ai ragazzi di Casapound di stendere uno striscione sotto casa sua 

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per elevarla a paladina dell’antifascismo e catapultarla, di nuovo, sule prime pagine dei quotidiani locali. O quando – dopo l’ennesima serie di calci nel culo – ipotizzava la possibilità di candidarsi alle amministrative del 2017 addirittura con il movimento di estrema destra

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     Perché io ricordo… ricordo troppo… ricordo tutto.

 

     Ricordo le telefonate furibonde quando la povera vittima della satira sessista pretendeva che IL MEDIO, El Serpente ed il CapoSpia piombassero nell’ufficio di Cattaruzza (allora capo redattore de IL PICCOLO di Gorizia) per minacciarlo di ritorsioni mediatiche se non avesse ricominciato a pubblicare i suoi diecimila inutili comunicati stampa; quella volta, la nostra satira sessista non contava.
     Ricordo anche il suo enorme operato da assessore. Ricordo quando entrava in ufficio alle 9:30 del mattino per poi catapultarsi CON ME al bar alle 11:00. Ricordo quando si “dimenticò” di produrre la documentazione per i Lavori Socialmente Utili. Ricordo quando chiese di realizzare un photoshop di lei seduta su una panchina davanti a Fincantieri per raccogliere il consenso di quegli operai…

     Ricordo tante cose, ma nessuna delle cose che ricordo fanno riferimento ad una vittima.

     In estrema sintesi; non serve essere senza un soldo in tasca per essere un pezzente.

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1 thought on “Sessismo e vittimismo; Cecot di nuovo alla ribalta grazie all’inutilità

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